A Tavola

KidsRight: I social media causano più suicidi tra i giovani

Tra i 10 e i 19 anni a rischio la salute mentale

Il rapporto annuale KidsRights, pubblicato dalla Ong con sede ad Amsterdam, ha rilevato che un giovane su sette di età compresa tra 10 e 19 anni in tutto il mondo soffre di un disturbo di salute mentale. Il tasso di suicidio è di sei casi su 100.000 tra gli adolescenti di età compresa tra 15 e 19 anni, una cifra che secondo il gruppo è probabilmente sottostimata.
Marc Dullaert, presidente di KidsRights
, ha avvertito: «La crisi della salute mentale dei nostri bambini ha raggiunto un punto di svolta, aggravata dall’espansione incontrollata delle piattaforme dei social media che danno priorità al coinvolgimento rispetto alla sicurezza dei bambini».
KidsRight
s ha affermato che, sebbene la consapevolezza del problema sia in crescita, questa non si è ancora tradotta in azioni efficaci a livello globale. Le piattaforme digitali continuano a operare in modi che espongono i minori a contenuti tossici, usando algoritmi che creano dipendenza ed il tutto senza misure di salvaguardia.
KidsRights ha messo, comunque, in guardia contro divieti estremi o “totali” sui social media per i giovani, come la legislazione recentemente approvata in Australia per limitare l’accesso agli utenti di età inferiore ai 16 anni.
Invece di imporre divieti, KidsRights chiede un’azione internazionale coordinata che includa:
(1) valutazioni dell’impatto globale sui diritti dei bambini per tutte le piattaforme di social media;
(2) una maggiore educazione all’alfabetizzazione digitale nelle scuole;
(3) una formazione specializzata sulla salute mentale per i professionisti che lavorano con i giovani.

Il rapporto ha anche fatto riferimento all’ampia popolarità della recente miniserie NetflixAdolescence“, che ha drammatizzato gli aspetti più oscuri della vita degli adolescenti online. «La miniserie ha dimostrato una consapevolezza globale di questi problemi, ma la consapevolezza da sola non è sufficiente – ha aggiunto – Abbiamo bisogno di azioni concrete per garantire che la rivoluzione digitale serva a migliorare, non a mettere a repentaglio, il benessere dei 2,2 miliardi di bambini nel mondo».

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