La lunga guerra in Sudan:
sotto attacco la città di al-Ubayyiḍ
Il Sudan è in guerra dall’aprile del 2023, quando una lotta per il potere tra le Forze Armate Sudanesi (Sudanese Armed Forces SAF), guidate dal generale Abdel Fattah al-Burhan, e il gruppo paramilitare (precedentemente gestito dal governo) delle Forze di Supporto Rapido (Rapid Support Forces RSF), comandato dal generale Mohamed Hamdan “Hemedti” (piccolo Maometto) Dagalo, è sfociata in un conflitto aperto.
La Santa Sede ha espresso «grave preoccupazione» per il rapido deterioramento della situazione umanitaria e della sicurezza a al-Ubayyiḍ e nelle aree circostanti del Sudan, dove circa mezzo milione di persone, molte delle quali sfollate provenienti da El Fasher e da altre zone del Kordofan, sono esposte a un’escalation delle ostilità e al rischio imminente di accerchiamento. Lo ha affermato monsignor Ettore Balestrero, Osservatore permanente della Santa Sede alle Nazioni Unite a Ginevra, intervenendo ieri (3 luglio 2026), durante la discussione urgente del Consiglio dei diritti umani sulla situazione a al-Ubayyiḍ e nelle aree limitrofe.
Lo scorso 20 giugno, i membri del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite avevano rilasciato una dichiarazione con la quale chiedevano alle RSF di interrompere immediatamente l’offensiva su al-Ubayyiḍ, capitale dello Stato del Kordofan Settentrionale. Cinque giorni dopo, l’Inviato Personale del Segretario Generale delle Nazioni Unite per il Sudan ha tracciato parallelismi con precedenti crisi in Sudan, dove la violenza contro i civili ha innescato disastri umanitari su vasta scala. «Purtroppo – ha detto Pekka Haavisto – la situazione ci ricorda un po’ gli sviluppi precedenti in Darfur e nei dintorni di El-Fasher e ci ricorda che esistono rischi immediati per la popolazione civile».
El-Fasher cadde nelle mani delle RSF alla fine del 2025. Essendo l’ultima grande roccaforte dell’esercito nel Darfur, resistette per mesi all’accerchiamento prima che la sua caduta scatenasse massacri, violenze sessuali diffuse e la distruzione sistematica delle infrastrutture civili, compresi gli ospedali.
Oggi le RSF sono armate e sostenute dagli Emirati Arabi Uniti, che, nonostante le proteste internazionali, hanno appoggiato il gruppo nella sua guerra contro il governo centrale sudanese.
La capitale al-Ubayyiḍ è snodo che collega la capitale Khartoum alla regione del Darfur, per questo è un importante obiettivo tattico-strategico.



