A Tavola

Resort di lusso in Albania:
il no degli ambientalisti

Il governo di Tirana è deciso a fare della costa adriatica albanese un volano di sviluppo economico. E a pochi chilometri a nord di Valona è previsto un polo turistico di lusso nel delta di Vjosa-Narta. L’investimento si aggira intorno a 1,4 miliardi di euro. L’investitore, però, non gode di buona fama: si tratta di Jared Kushner, noto per essere il genero del presidente statunitense Donald Trump. In questo momento, gli americani non sono più visti come “liberatori” e “distributori di cioccolata”. Le loro aggressioni continue a Stati sovrani (Venezuela, Iran..) e la complicità con il genocidio perpetrato da Israele a Gaza hanno distrutto l’immagine hollywoodiana dell’America buona samaritana sempre pronta a tendere una mano per aiutare. Anche in Albania, gli eroi del chewing gum sono visti con sospetto e perciò l’invasione dei bulldozer della Affinity Partners ha scatenato le ire degli ambientalisti.

Il premier Edi Rama ha subito dichiarato che nessuno fermerà lo sviluppo. Il progetto americano prevede un vasto complesso turistico sul lungomare, con hotel, appartamenti e ville, all’interno della riserva naturale dell’area del delta. Comprenderà anche la trasformazione di un’ex base militare dell’epoca comunista in un resort sull’isola di Sazan.

L’investimento sull’isola di Sazan è valutato circa 1,4 miliardi di euro, mentre Rama ha recentemente fatto riferimento a un progetto da quattro miliardi di euro che includerebbe l’area di Valona. Rama spera che questo progetto permetterà all’Albania di diventare una delle principali destinazioni turistiche mondiali. È inoltre simbolo degli sforzi del paese per prendere le distanze dal suo passato comunista, mentre si impegna per l’adesione all’Unione Europea.

I manifestanti hanno protestato davanti all’ufficio di Rama a Tirana, esibendo cartelli con le scritte “La nazione non è in vendita” e “Non voglio che l’Albania diventi come Dubai“.

Ricordo che l’anno scorso, Rama s’era assicurato il quarto mandato come primo ministro, promettendo di far entrare il Paese nell’Unione Europea entro il 2030.

«È molto importante – ha sottolineato il premier – che continuiamo a essere accoglienti, che continuiamo a essere equi e che in nessuna circostanza ci venga attribuito lo stigma di essere un Paese in cui gli investitori vengono accolti con ostilità».

Rama ha anche incontrato il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, il quale ha elogiato i progressi compiuti dall’Albania verso l’adesione all’UE, ma ha ribadito che il processo di adesione dipende dal rispetto degli standard ambientali europei.

Ovviamente, nessuno si sogna di chiedere all’Ucraina gli stessi standard (a non parlare della corruzione, del disastro economico, etc.) da soddisfare per entrare in Europa.

 

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