A Tavola

La Russia punta a 1 milione
di tecnici in più per i droni

A quattro anni dall’inizio della guerra russo-ucraina, sono arrivati sul campo di battaglia sistemi d’arma completamente autonomi. Sotto la costante pressione della guerra elettronica (Electronic Warfare EW) e dell’interdizione del GPS (Global Positioning System), la Russia sta andando oltre i sistemi senza pilota a controllo remoto e sta schierando piattaforme in grado di operare, navigare e selezionare i bersagli senza comunicazioni esterne, segnando un cambiamento qualitativo nel modo in cui l’autonomia viene applicata in combattimento.

«Al centro della strategia – scrive Kateryna Bondar, ricercatrice al Wadhwani AI Center del CSISc’è una priorità chiara: la Russia intende sostituire i droni, i componenti e il software stranieri con sistemi di propria produzione. Il governo prevede di localizzare la produzione di cellule, motori, elettronica, controllori di volo, carichi utili, moduli di navigazione e sistemi di comunicazione protetti, creando al contempo un regime di certificazione nazionale specificamente pensato per i velivoli senza pilota e i sistemi autonomi basati sull’intelligenza artificiale».

Entro il 2030, Mosca prevede di produrre circa 130.000 droni e 350.000 entro il 2035, sicché il valore di mercato dell’aviazione senza pilota supererà i 145 miliardi di rubli (circa un miliardo e 700 milioni di euro) entro il 2030 e oltre i 350 miliardi di rubli (circa 4 miliardi di euro) entro il 2035. Saranno circa 200 le nuove aziende nella produzione di componenti per droni, che si aggiungeranno alle 220 già attive nel settore, con l’obiettivo che le aziende russe soddisfino almeno il 75% della domanda nazionale di droni entro la fine del decennio.

Entro il 2030 si prevede che la domanda di specialisti in sistemi aerei a pilotaggio remoto (Unmanned Aircraft System UAS) raggiungerà quasi un milione di persone. Per soddisfare questa esigenza, il governo sta ampliando i programmi scolastici incentrati sugli UAS, creando percorsi professionali e integrando la formazione relativa ai droni nelle università e negli istituti tecnici. Il presidente Putin ha ordinato che il nuovo Programma statale per gli armamenti fosse esplicitamente orientato all’integrazione su larga scala di tecnologie avanzate, in particolare l’Intelligenza Artificiale. Ha sottolineato che i futuri sistemi d’arma e le attrezzature militari dovrebbero incorporare tecnologie digitali all’avanguardia, applicazioni di Intelligenza Artificiale e armi basate su nuovi princìpi fisici, nonché complessi robotici terrestri e navali.

«La visione – spiega la ricercatrice del CSISva ben oltre la semplice produzione di droni. Mosca mira a creare la base industriale, l’infrastruttura software, i quadri normativi, le tecnologie e i percorsi di formazione del capitale umano necessari per sostenere lo sviluppo, l’implementazione e l’innovazione su larga scala dei sistemi aerei a pilotaggio remoto e dell’intelligenza artificiale (UAS) fino al 2030».

Putin ha sottolineato che lo Stato deve guidare la traiettoria complessiva dello sviluppo dell’IA, pur mantenendo uno stretto dialogo con le imprese tecnologiche. Ha incoraggiato proposte normative audaci e non convenzionali e l’ampio utilizzo di regimi giuridici sperimentali – già attivi a Mosca, sull’isola di Sachalin e presto in tutto l’Estremo Oriente russo – per accelerare la sperimentazione e l’implementazione. Allo stesso tempo, ha insistito sul fatto che settori critici come la pubblica amministrazione, i servizi di sicurezza e la difesa debbano affidarsi esclusivamente a tecnologie di IA sovrane, sviluppate a livello nazionale.

Il presidente ha inoltre auspicato ingenti investimenti nelle infrastrutture nazionali dei data center a supporto dello sviluppo dell’Intelligenza Artificiale, con accesso aperto per startup, istituti di ricerca e aziende tecnologiche. Ha collegato direttamente i tassi di adozione dell’IA a livello regionale alle classifiche annuali della Russia in materia di trasformazione digitale, segnalando un passaggio a una supervisione basata sulle prestazioni. Nel complesso, Putin ha inquadrato l’IA non solo come una priorità tecnologica, ma anche come un motore economico strategico, prevedendo che entro il 2030 contribuirà con oltre 11 trilioni di rubli (più di 125 miliardi di euro) al PIL russo.

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