A Tavola

Anthropic, l’azienda democratica
con i quattrini degli Emiri

Anthropic difende il nazionalismo dei data center e, soprattutto, mette in guardia dalla “tirannia tecnologica” di Pechino. «E’ essenziale – si legge in un documento – che gli Stati Uniti e i loro alleati rimangano un passo avanti rispetto ai governi autoritari come il Partito Comunista Cinese“.

Anthropic PBC (Public Benefit Corporation), l’azienda americana di Intelligenza Artificiale (IA) con sede a San Francisco, ha sviluppato una serie di grandi modelli linguistici (Large Language Model LLM) come Claude Code e si concentra in special modo sulla sicurezza dell’IA. Il documento che ho citato è un atto d’accusa contro i regimi autoritari (in primis la Cina) ma, a mio parere, perde di efficacia sapendo che una parte di Anthropic appartiene al fondo MGX (MGX Fund Management Limited), società di investimenti controllata dalla famiglia reale di Abu Dhabi. Significa che gli Emirati Arabi Uniti, cioè monarchie assolute non propriamente democratiche, hanno investito centinaia di miliardi di dollari in un’azienda che si propone di lottare contro le “tirannie tecnologiche”.

Il documento programmatico di Anthropic, pubblicato il mese scorso, inquadra lo sviluppo dei modelli di apprendimento automatico non solo come una questione di hardware e software, ma anche di ideologia e geopolitica. «Le democrazie, non i regimi autoritari, devono guidare lo sviluppo e l’implementazione dell’IA – leggo sul documento – altrimenti inizierà un’era di IA autoritaria».

Sotto tiro è la Cina: «Il PCC sta già usando l’intelligenza artificiale per censurare la libertà di parola, reprimere i dissidenti, hackerare governi e aziende in tutto il mondo e rafforzare l’Esercito Popolare di Liberazione».

«Come la Cina, gli Emirati Arabi Uniti sono all’avanguardia nella sorveglianza autoritaria basata sull’intelligenza artificiale»: ha affermato Matthew Tokson, professore di diritto all’Università dello Utah, specializzato nelle implicazioni per la sicurezza dell’Intelligenza Artificiale. Ed ha concluso: «Il fatto che Anthropic sia in parte di proprietà del governo di Abu Dhabi, che, analogamente alla Cina, fa ampio uso della sorveglianza tramite intelligenza artificiale a sostegno di un governo autoritario, suggerisce che le sue argomentazioni antiautoritarie si basino più su una posizione politica cinica che su una sincera passione per la democrazia o un’avversione verso i governi autoritari».

Fra l’altro i cittadini di Teheran, città che Anthropic ha contribuito a bombardare dall’inizio dell’aggressione israelo-americana all’Iran, potrebbero mettere in discussione l’argomentazione dell’azienda secondo cui la supremazia americana nell’IA sia una questione di “sicurezza globale“.

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