A Tavola

L’Iran cerca rimedi
alle proteste per il carovita

Il presidente della Repubblica Islamica dell’Iran, Masoud Pezeshkian, ha rilasciato un’intervista televisiva nel corso della quale si è impegnato a risanare l’economia iraniana in difficoltà. Ha detto che il governo è determinato a risolvere i problemi economici del Paese e, contemporaneamente, ha accusato gli Stati Uniti e Israele di fomentare disordini mortali: «Il nemico ha portato terroristi addestrati nel Paese». Pezeshkian ha poi dichiarato: «Il nostro obiettivo è distribuire equamente tutto ciò che abbiamo tra le persone, indipendentemente dal partito, dalla fazione, dall’etnia, dalla razza o persino dalla provincia, dal dialetto o dalla lingua a cui queste persone appartengono».

La crisi è scoppiata dopo il crollo della valuta iraniana a fine dicembre, dopo anni di difficoltà economiche, innescando proteste di massa contro l’impennata del costo della vita e l’inflazione.

Il presidente del Parlamento, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha ribadito la distinzione tra dimostranti pacifici e armati durante il suo discorso ai legislatori (oggi, domenica 11/01/26), affermando che l’Iran riconosce «le proteste pacifiche del popolo per motivi economici», ma si opporrà ai «terroristi».

Ex comandante del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica, Ghalibaf ha anche lanciato un duro avvertimento a Washington dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha minacciato un’azione militare se le autorità iraniane avessero ucciso i manifestanti.

«In caso di un attacco all’Iran – ha annunciato – i territori occupati (Israele: ndr), così come tutte le basi e le navi statunitensi, saranno il nostro obiettivo legittimo».

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