Spazio, cambio di stazione:
Haven-1 al posto dell’ISS
La Stazione Spaziale Internazionale (ISS) è in orbita da quasi 25 anni, cioè 10 anni in più di quelli previsti all’inizio, per cui la National Aeronautics and Space Administration (NASA) prevede di “rottamarla” intorno al 2030. L’Agenzia sta collaborando con aziende private per la transizione verso una stazione spaziale commerciale. Le candidature per il concorso dovrebbero essere presentate l’anno prossimo, ma la NASA ha già coinvolto diverse aziende per sviluppare progetti di stazioni commerciali prima che inizino i lavori di sostituzione della ISS. Tra queste aziende c’è la californiana Vast Space, che ha firmato un accordo con SpaceX per il lancio di quella che sarebbe la prima stazione spaziale commerciale al mondo, chiamata Haven-1 prevista per maggio 2026.
Il professore di astronautica e sistemi ingegneristici del Programma Apollo, Olivier de Weck (Massachusetts Institute of Technology) ha fatto un po’ di conti: «Abbiamo condotto alcune ricerche sulle stazioni spaziali commerciali e non solo sulla loro fattibilità tecnica, ma anche sullo sforzo logistico e sulla sostenibilità economica: i calcoli sono piuttosto scoraggianti».
L’attuale costo operativo della ISS è di circa 12 milioni di dollari al giorno, circa la metà dei quali è costituito dai costi di trasporto per l’equipaggio e il carico da e per la stazione. «Per avere una qualche possibilità di realizzabilità – ha spiegato il professore del MIT – una futura stazione spaziale commerciale dovrà ‘atterrare’ con costi operativi annuali compresi tra 1 e 2 miliardi di dollari all’anno, corrispondenti a un costo annuo compreso tra 2,7 e 5,5 milioni di dollari al giorno, meno della metà della ISS».
Vast Space non ha rivelato i costi operativi, ma ha affermato che avrà investito circa 1 miliardo di dollari, una combinazione di capitale privato fornito dal suo fondatore Jed McCaleb, che in precedenza ha fatto fortuna nel settore delle criptovalute, e ricavi dai clienti, entro il lancio di Haven-1.
Max Haot. CEO di Vast Space, ha dichiarato: «Il nostro prossimo grande traguardo sarà annunciare l’equipaggio di Haven-1 e le attività specifiche della sua missione», aggiungendo che i clienti target dell’azienda saranno le agenzie spaziali, con particolare attenzione alle nazioni emergenti che desiderano inviare astronauti in orbita per la prima volta. L’azienda si rivolge anche a privati autofinanziati, un posto a bordo sarà assegnato per un prezzo non reso noto ma considerevole, a persone che si addestreranno, ha sottolineato, «molto seriamente» per il loro ruolo e si impegneranno in «lavori importanti» nello spazio.
Vast non è l’unica azienda privata con cui la NASA sta collaborando per dare il via allo sviluppo di stazioni spaziali private: c’è Starlab, una joint venture che include il gigante dell’aviazione Airbus e l’appaltatore della Difesa Northrop Grumman, oltre a Blue Origin di Jeff Bezos e Axiom Space, con sede in Texas , che nel 2022 ha effettuato la prima missione con equipaggio interamente privato sulla ISS.



