L’Ucraina insegna agli USA
nuovi sistemi di armarsi

L’esperienza ucraina sul campo di battaglia ha aperto la strada ad un nuovo approccio. L’Ucraina ha trasformato il proprio sistema di approvvigionamento militare usando un sistema decentralizzato e digitalizzato, consentendo al Paese di diventare leader mondiale nelle nuove tecnologie di armamenti, con numerose aziende che producono per le forze armate e competono per i contratti. Le strategie di armamento di Stati Uniti, Regno Unito e Francia, tra gli altri, stanno iniziando a riflettere sulla “lezione ucraina”.
Già alla fine dello scorso anno, il Dipartimento della Difesa statunitense (DoD United States Department of Defense) ha pubblicato una Strategia di Trasformazione degli Approvvigionamenti per accelerare la fornitura di armamenti ad alta tecnologia, mentre la Strategic Defence Review 2025 del Regno Unito mostra un sostanziale cambiamento dottrinale caratterizzato dall’integrazione delle forze convenzionali con sistemi digitali e sempre più autonomi come i droni.
Il DoD ha creato la Defense Innovation Unit (DIU) per incentivare le aziende tecnologiche commerciali a lavorare sulle sfide della sicurezza nazionale. Quanto successo ha avuto questa nuova unità nel raggiungere la sua missione?
Ethan Kapstein, direttore esecutivo dell’Empirical Studies of Conflict Project all’Università di Princeton, il ricercatore Javier Ospital e l’economista Guntram B. Wolff hanno scritto sul think tank Bruegel: «Forniamo la prima valutazione causale degli effetti della DIU sugli appalti per la difesa. Riscontriamo non soltanto un aumento significativo della probabilità di ottenere un contratto dal DoD grazie al trattamento della DIU, ma anche delle dimensioni del contratto. I governi che aggiornano le proprie strategie di acquisizione nel settore della difesa, alla luce degli insegnamenti tratti dai recenti conflitti, possono trarre vantaggio da riforme che facilitino l’ingresso delle imprese nelle procedure di appalto, superando i costi di transazione e i problemi di asimmetria informativa tipici dei mercati della difesa».
Nella maggior parte dei Paesi, l’ecosistema della difesa è dominato da un numero relativamente ristretto di appaltatori “principali”; tuttavia, l’esperienza dell’Ucraina e i nuovi documenti strategici sulla difesa menzionati evidenziano la necessità di ampliare la base industriale degli armamenti e di attingere a nuove imprese altamente innovative. Come possono i governi rimodellare i processi di appalto per facilitare l’ingresso di nuove imprese, prevalentemente commerciali, che sono all’avanguardia nell’innovazione legata agli armamenti o nell’innovazione civile con un ampio potenziale di duplice uso?
Gli appalti del Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti (chiamato anche Dipartimento della Guerra dall’amministrazione Trump) sono un processo complesso e lungo e, come tale, favorisce le aziende che sanno come gestirlo e che hanno stabilito relazioni con il Dipartimento. Questo processo, regolato dal Federal Acquisition Regulation (FAR), è principalmente progettato per acquisire beni e servizi su larga scala, il che rappresenta una barriera all’ingresso per le aziende più piccole. Inoltre, il Dipartimento impone alle aziende numerose condizioni operative (per esempio, relative alla gestione di informazioni classificate) che risultano costose da integrare, creando ulteriori ostacoli.
«I nostri risultati – scrivono i ricercatori su Bruegel – dimostrano che rendere più accessibili alle agenzie di approvvigionamento le informazioni sulle tecnologie disponibili sul mercato, ad esempio attraverso un catalogo di prodotti, può incrementare significativamente gli acquisti da queste aziende».
Queste considerazioni sono rilevanti anche per i Paesi europei che intendano riformare i processi di approvvigionamento di armamenti in linea con le nuove strategie nazionali.



