Pechino lancia a Seul
segnali di distensione
Il “CSIS” (Center for Strategic and International Studies, think tank noprofit e bipartisan, con sede a Washington) e l’”AIS” (Automatic Identification System), che trasmette la posizione di una nave per evitare collisioni, hanno rilevato che il 27 gennaio scorso la Cina ha iniziato a spostare l’ “Atlantic Amsterdam” dall’interno della “PMZ” (Provisional Measures Zone), l’area marittima di rivendicazioni sovrapposte tra Cina e Corea del Sud. Pechino e Seul hanno confermato il movimento della piattaforma, come concordato nel recente vertice tra i due leader.
L’”Atlantic Amsterdam” è trainata dal “De Hong”, un rimorchiatore cinese che trasmette segnali “AIS” e si muove verso nord, in direzione del confine della “PMZ”, con una destinazione finale ancora sconosciuta.
L’”Atlantic Amsterdam” è una piattaforma di gestione marittima, convertita dalla Cina da una piattaforma petrolifera, completa di eliporto, posizionata dalla Cina all’interno della “PMZ”, in violazione di un accordo di consultazione reciproca con la Corea del Sud.
La decisione di trasferire l’“Atlantic Amsterdam” rappresenta un passo significativo da parte della Cina per rispondere alle preoccupazioni della Corea del Sud, poiché la piattaforma di gestione è considerata la più problematica delle tre installazioni a causa del suo ruolo operativo. Il suo spostamento fuori dalla “PMZ” potrebbe contribuire ad allentare le tensioni immediate. Tuttavia, lascia aperte delle questioni per le due gabbie per l’acquacoltura, “Shen Lan 1” e “Shen Lan 2”, e le relative navi di supporto, che rimangono al loro posto e continuano a operare nella “PMZ”.
Il modo in cui Pechino gestirà queste strutture rimanenti determinerà se il trasferimento dell’”Atlantic Amsterdam” rifletterà una risposta alle preoccupazioni più urgenti di Seul o l’inizio di uno sforzo più ampio per promuovere la stabilità nell’area.



