A Tavola

In Canada si vota per decidere
se votare un referendum

Il prossimo lunedì, gli abitanti della provincia dell’Alberta voteranno per decidere se avviare il processo di indipendenza dal Canada. Il quesito referendario è: «L’Alberta dovrebbe rimanere una provincia del Canada, oppure il governo dell’Alberta dovrebbe avviare l’iter legale previsto dalla Costituzione canadese per indire un referendum provinciale vincolante sulla separazione dell’Alberta dal Canada?».

Per avviare l’iter legale è necessaria la maggioranza semplice a favore della separazione, sebbene i sondaggi indichino che circa il 70% degli abitanti dell’Alberta desideri rimanere in Canada. Questa sarà la prima volta che la provincia ricca di petrolio terrà una votazione di questo tipo. All’inizio di questo mese, il Parti Québécois del Quebec, favorevole alla secessione, ha vinto le elezioni provinciali ma ha promesso di rimandare il proprio referendum fino a dopo la fine del mandato di Trump.

Ricordo che, dopo le elezioni del 5 ottobre scorso, il Parti Québécois, guidato da Paul St-Pierre Plamondon, ha portato all’Assemblée nationale du Québec 59 deputati (su un totale di 127), andando a formare un governo péquiste (aggettivo generato dalla pronuncia delle iniziali PQ).

Il premier Mark Carney ha dichiarato: «Questo referendum arriva nel peggior momento possibile. Alcuni al di fuori dei nostri confini stanno lavorando per dividerci e poterci possedere». Non ha citato le minacce del presidente statunitense Donald Trump di fare del Canada il 51° Stato dell’Unione e neppure il trilionario Elon Musk, che sui social ha scritto: «Il Quebec dovrebbe separarsi. Starebbero meglio. Anche l’Alberta e il Saskatchewan dovrebbero separarsi».

Il PQ ha governato la provincia per l’ultima volta dal 2012 al 2014, il suo ritorno al potere pone fine a otto anni di governo della Coalition Avenir Québec (CAQ), partito nazionalista di centro-destra che non appoggia l’indipendenza.

Un’inchiesta del quotidiano canadese in lingua inglese, Globe and Mail, ha rivelato che esponenti repubblicani statunitensi si sarebbero incontrati con organizzatori della secessione in Alberta per discutere le strategie della campagna. Secondo quanto riportato, i leader separatisti avrebbero offerto l’accesso alle royalties idriche e petrolifere della provincia in cambio del sostegno degli Stati Uniti all’indipendenza. I leader separatisti hanno smentito le rivelazioni del giornale.

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