In Sudan l’arma più diffusa
sono i droni cinesi
Negli ultimi mesi, secondo le Nazioni Unite, le Forze Armate del Sudan (SAF), guidate dal generale Abdel Fattah al-Burhan, e le Forze di Supporto Rapido (RSF), comandate dal generale Mohamed Hamdan Dagalo, noto come Hemedti, si sono scontrate per il controllo di città e basi strategiche nel Sudan sudorientale, vicino al confine con l’Etiopia, e i continui attacchi hanno causato lo sfollamento di migliaia di persone. Le RSF si sono inoltre spinte ulteriormente all’interno del territorio controllato dall’esercito.
Nella regione del Nilo Azzurro, i combattimenti stanno nuovamente costringendo la popolazione ad abbandonare le proprie case, secondo quanto riferito dagli abitanti del luogo a Drop Site News.
Ricordo che nell’aprile del 2023, quattro anni dopo la rivolta che aveva rovesciato il presidente di lunga data Omar al-Bashir, la lotta per il potere diventò guerra aperta tra il generale Abdel Fattah al-Burhan e il generale Mohamed Hamdan Dagalo.
Dall’inizio della guerra, circa 14 milioni di persone sono state costrette ad abbandonare le proprie case, di cui oltre 4,5 milioni si sono rifugiate nei paesi limitrofi: si tratta della più grande crisi di sfollamento al mondo.
Le SAF controllano i principali centri amministrativi dello Stato del Nilo Azzurro, nel Sudan meridionale, tra cui la capitale Ad-Damazin, ma non fermano gli attacchi delle RSF e del Movimento di Liberazione del Popolo Sudanese-Nord (SPLM-N). I combattenti delle RSF e del Sudan People’s Liberation Movement–North hanno conquistato aree di confine sudorientali come Geissan e Kurmuk. E il Movimento di liberazione controlla da tempo altre sacche della regione.
Le Nazioni Unite dicono che i droni sono ormai l’arma diffusa in entrambi gli schieramenti. Gli attacchi dei droni contro siti civili sono diventati una costante della guerra e le condizioni nei rifugi e nei campi sono disastrose. Hanno fatto la loro comparsa nuovi modelli di droni, tra cui i CH-95 (o FH-95) di fabbricazione cinese. E’ diffuso l’uso di droni FPV (con visuale in prima persona) e di droni “kamikaze” (suicidi) da parte di entrambi gli schieramenti; un loro impiego massiccio è stato riscontrato a Khartoum, nello Stato di Al-Jazirah, a El Fasher e in altre regioni.



