Le patatine come le sigarette:
creano dipendenza
La rivista trimestrale americana che si occupa di politica sanitaria “Milbank Quarterly” ha pubblicato oggi (03/02/26) uno studio condotto dai ricercatori dell’Università di Harvard, dell’Università del Michigan e della Duke University sugli UPF (Ultra-Processed Foods). Secondo i ricercatori i filtri solari UPF condividono caratteristiche chiave con i prodotti del tabacco, tra cui l’essere progettati per creare dipendenza, incoraggiare il consumo eccessivo e causare danni diffusi. Gli alimenti ultra-processati sono prodotti industrialmente con emulsionanti, aromi artificiali e coloranti. Negli UPF si includono bevande analcoliche, snack confezionati, biscotti e patatine.
«Molti UPF – affermano i ricercatori – condividono più caratteristiche con le sigarette che con frutta o verdura minimamente lavorate e pertanto giustificano una regolamentazione commisurata ai significativi rischi per la salute pubblica che rappresentano».
Gli UPF soddisfano i criteri stabiliti per le sostanze che creano dipendenza, citando la loro capacità di indurre un uso compulsivo e la difficoltà che le persone incontrano nell’evitarli nell’attuale contesto alimentare. Gli autori evidenziano anche parallelismi nel modo in cui l’industria alimentare e quella del tabacco hanno commercializzato i loro prodotti. Fanno riferimento a “health-washing“, ovvero a dichiarazioni come “a basso contenuto di grassi” o “senza zucchero”, che possono ritardare la regolamentazione, proprio come un tempo le aziende produttrici di sigarette promuovevano le sigarette con filtro come più sicure, nonostante i trascurabili benefici per la salute.
I ricercatori raccomandano di applicare alla regolamentazione degli alimenti trasformati nocivi gli insegnamenti tratti dal controllo del tabacco, come restrizioni di marketing e interventi strutturali.
La rivista “Milbank Quarterly” conta più di cinque milioni di lettori abituali.



