A Tavola

I Paesi dell’Indo-Pacifico
temono il disimpegno USA

Gli Stati Uniti hanno ritirato la loro unica portaerei nell’Indo-Pacifico, la USS George Washington, verso il Medio Oriente per dare il cambio alla USS Abraham Lincoln, in difficoltà. Questo lascerà l’Indo-Pacifico, dove negli ultimi anni sono state normalmente schierate due portaerei, senza alcuna presenza per un periodo di tempo indeterminato. In contemporanea, il presidente Donald Trump ha ordinato al Pentagono di ridurre drasticamente le esercitazioni militari congiunte annuali con la Corea del Sud (https://www.pastaepatate.eu/a-tavola/trump-molla-seul-e-corteggia-pyongyang/).

Il tour del sottosegretario alla Guerra per le Politiche (Under Secretary of War for Policy), Elbridge Colby, non ha rassicurato. Nelle Filippine ha sottolineato che gli alleati dovrebbero investire di più nella difesa e fare la loro parte per scoraggiare l’aggressione nella regione. Il governo filippino ha minimizzato, affermando di non prevedere una riduzione delle attività militari con gli Stati Uniti. Tuttavia, gli eventi recenti hanno acuito le preoccupazioni regionali riguardo all’impegno e alle capacità statunitensi, già alimentate dai precedenti ridispiegamenti di piattaforme dall’Asia al Medio Oriente e dalla sostanziale riduzione delle munizioni statunitensi, necessarie per qualsiasi conflitto armato nell’Indo-Pacifico.

«Ancora più preoccupante – leggo su CSISè ciò che Colby ha omesso nel suo discorso. Non c’è stata alcuna menzione del Mar Cinese Meridionale né alcun riferimento diretto alla Cina. E non ha ribadito la posizione degli Stati Uniti secondo cui un attacco in mare farebbe scattare gli obblighi previsti dai trattati».

Dopo Manila, Colby è andato in Indonesia, in Thailandia, in Cambogia. Risultato? Sono stati lanciati segnali preoccupanti per gli impegni di sicurezza degli Stati Uniti nell’area.

Eppure Colby aveva iniziato il tour dichiarando: «L’America non si sta assolutamente disimpegnando dall’Asia». Ed aveva citato la presenza di quattro pattugliatori della Guardia Costiera statunitense nella baia di Subic. Questi pattugliatori stanno conducendo attività di rafforzamento delle capacità, tra cui pattugliamenti congiunti con la Guardia Costiera filippina nella zona economica esclusiva del Paese. Ma non è stato sufficiente.

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