A Tavola

Amnesty: contro Albanese
una campagna orchestrata

Amnesty International” è intervenuta in difesa di Francesca Albanese, relatrice speciale delle Nazioni Unite sui diritti umani nei territori palestinesi, da tempo presa di mira da Israele e dai filoisraeliani. Agnes Callamard, segretaria generale di “Amnesty”, ha accusato quei ministri europei che hanno chiesto le dimissioni di Albanese di aver diffuso disinformazione sulla base di un «video deliberatamente troncato» e li ha esortati non soltanto a ritrattare i loro commenti, ma anche a scusarsi pubblicamente. «È riprovevole»: ha affermato Callamard, sostenendo che l’episodio riflette un più ampio tentativo di screditare i meccanismi delle Nazioni Unite per i diritti umani. Ha aggiunto che i governi dovrebbero indagare su come si sia verificata questa errata caratterizzazione «al fine di prevenire tali situazioni».

Amnesty”, che è una Ong in azione dal 1961 in difesa dei diritti umani, ha ribadito la propria posizione secondo cui Israele sta commettendo un genocidio a Gaza e ha accusato i governi europei di non aver rispettato i propri obblighi ai sensi del diritto internazionale. L’organizzazione ha citato le misure provvisorie ordinate dalla Corte Internazionale di Giustizia, che ha ordinato a Israele di adottare misure per prevenire atti di genocidio, e i mandati di arresto emessi dalla Corte Penale Internazionale contro il premier Netanyahu e Yoav Gallant, ex ministro della Difesa, per crimini di guerra e crimini contro l’umanità. Ovviamente, tutti ignorano i mandati di arresto e qualcuno, come gli USA e Israele, nemmeno riconosce la legittimità della CPI.

Amnesty” ha anche sottolineato l’espansione di una “no-go zone” su quasi il 60% di Gaza e l’escalation delle chiusure che interessano il territorio, nonché l’aumento della violenza nella Cisgiordania occupata, compresa Gerusalemme Est.

Philippe Lazzarini, commissario generale dell’”UNRWA” (United Nations Relief and Works Agency for Palestine Refugees), ha messo in guardia contro «campagne coordinate» volte a screditare coloro che denunciano violazioni dei diritti umani a Gaza (https://www.pastaepatate.eu/a-tavola/israele-demolisce-una-sede-delle-nazioni-unite-a-gerusalemme/).

La controversia – tutta inventata a tavolino – rispecchia un modello in cui gli operatori umanitari e i difensori dei diritti umani che si esprimono in difesa dei diritti dei palestinesi subiscono pesanti pressioni politiche, attacchi alla reputazione e manovre per limitare i loro mandati, spesso presentati come necessari per proteggere Israele dal controllo legale e diplomatico. Amen.

Articoli Correlati

Pulsante per tornare all'inizio