I media occidendali
sono la voce del padrone
Credo che nel mondo i mezzi di comunicazione “occidentali” abbiano perso credibilità e potere. Tutto è cominciato con le stragi quotidiane commesse da Israele a Gaza, dagli attacchi “preventivi” dell’accoppiata Tel Aviv-Washington e dalla sistematica violazione di tutte le norme del diritto internazionale. In quale maniera i media di casa nostra hanno raccontato i tanti, troppi atti di barbarie? Ripetendo ossessivamente che Israele ha il diritto di difendersi da chi ne vuole la distruzione e che i “cattivi” (da Putin agli Ayatollah) meritano di essere uccisi da questi “templari alla cocacola”.
La gente non crede più agli esperti. Ricordate all’inizio del conflitto in Ucraina? Le televisioni raccontavano che gli Ucraini avrebbero vinto in poco tempo, che gli oligarchi russi avrebbero messo le manette a Putin, che lo zar stava morendo di un male inesorabile, che i carri armati e gli aerei russi erano di livello scadente… insomma era tutto un peana alla vittoria delle democrazie made in USA contro l’autocrazia moscovita.
Ieri mattina (15/01/26) alla Camera il ministro della Difesa Guido Crosetto ha avvertito che la Russia sta costruendo armi a bizzeffe, che ormai in quell’enorme territorio si procede con un’economia di guerra e che l’Ucraina ha già vinto perché, parole di ministro, la Russia è riuscita a mettere le mani su uno scarso 20% del territorio ucraino. Ovviamente i russi si stanno armando perché sono cattivi e prepotenti e non perché gli alleati per antonomasia vadano in giro a bombardare, rapire, fomentare rivolte e via aggredendo.
Sui social, tracimano le “analisi” di quelli che negano qualsiasi fatto che possa minimamente intaccare l’idea che la Russia stia perdendo.
Come esempio, invece, di due modi opposti di contare i morti (è triste, ma il bilancio dei morti è fondamentale) vediamo Gaza e Teheran.
Per due anni e mezzo, i media occidentali hanno fatto vedere che prendevano con le molle il numero di donne e bambini massacrati a Gaza. A volte negavano che fossero “morti di giornata”, altre volte che fossero stati uccisi da proiettili israeliani, altre ancora che si trattava di terroristi che avevano meritato la morte. Il tutto condito dal mantra che Hamas usava i civili come scudo. Il tutto è tuttora in funzione: i media sottolineano che l’elenco dei caduti è “contestato da Israele”, che “non può essere confermato” e via gettando fumo. Il perché lo si capisce e manco ne parlo.
Vediamo adesso i numeri dell’Iran. Le proteste per il carovita (causato dagli Usa con sanzioni e blocchi vari) hanno immediatamente causato dai 12 mila ai 20 mila morti. Chi lo dice? La rete tv americana CBS (Columbia Broadcasting System) e la Human Rights Activists News Agency (HRANA) con sede a Washington che, badate bene, non hanno uomini sul campo. Sono molte le organizzazioni finte, alcune direttamente dipendenti dalla CIA, che lavorano per rovesciare il governo iraniano e me ne occuperò in un prossimo servizio.
Torno alle morti a Gaza, tutte registrate e conteggiate da organismi sul territorio. Ebbene, sono sempre state messe in discussione e presentate come inaffidabili dai giornalisti, da quegli stessi giornalisti che ora divulgano le cifre fornite dall’opposizione iraniana o, meglio, dalle reti della diaspora iraniana con sede negli USA.
La spiegazione anche qui è semplice: migliaia di iraniani uccisi mentre protestavano danno modo alla Casa Bianca di costruire il consenso per bombardare o rovesciare quel regime, in nome dei “diritti umani” e della “democrazia”. Ecco perché i resoconti di morti di massa in Iran, anche se basati su stime di fonti anonime a migliaia di chilometri di distanza, acquisiscono credibilità immediata.



