A Tavola

Come l’Iran si difende
dagli attacchi dal cyberspazio

In Critical Questions, pubblicazione del Center for Strategic and International Studies (CSIS) su questioni di politica internazionale, è stata pubblicata un’intervista di Kuhu Badgi, coordinatrice del programma e assistente di ricerca per il Programma Tecnologie Strategiche al CSIS, a Lauryn Williams, vicedirettrice e senior fellow del Programma Tecnologie Strategiche al CSIS. Sottolineo che l’intervistata è stata, dal 2022 al 2024, direttrice per la strategia nell’Ufficio del direttore nazionale per la Sicurezza Informatica della Casa Bianca ed ha guidato l’iniziativa strategica sulla sicurezza informatica dei sistemi spaziali, strutturata sulla collaborazione tra agenzie governative, industria e partner internazionali.

La domanda cruciale è: cosa sappiamo finora sull’uso del cyberspazio durante i raid aerei coordinati tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran?

Oltre agli attacchi cinetici congiunti contro obiettivi iraniani, un ulteriore attacco ha compromesso BadeSaba, un’applicazione di calendario religioso ampiamente utilizzata dagli iraniani, con oltre 5 milioni di download, per tenere traccia degli orari di preghiera. La violazione informatica ha permesso la diffusione di messaggi mirati direttamente agli utenti. Collegato a Israele, un attore cibernetico altamente sofisticato, l’attacco hacker all’app di preghiera è stato pianificato per seminare confusione all’inizio dei bombardamenti.

L’altra domanda è: quanto è efficace il programma informatico offensivo dell’Iran?

L’uso di capacità cibernetiche da parte delle forze sostenute dall’Iran contro obiettivi regionali, come gli attacchi missilistici e con droni contro Dubai, Abu Dhabi e Doha, ha mostrato la capacità di Teheran di colpire gli Stati del Golfo che ospitano basi militari statunitensi. Per gli Stati Uniti, ciò rappresenta una credibile minaccia informatica per le infrastrutture critiche: servizi finanziari, reti idriche e infrastrutture di trasporto, molte delle quali si basano su sistemi di controllo obsoleti. La guerra contro l’Iran fa vedere che le operazioni informatiche, sia quelle dirette contro il Paese sia quelle lanciate in risposta, dimostrano in tempo reale che il cyberspazio non è più solo uno strumento di supporto nei conflitti.

Dall’intervista che ho riassunto, risulta evidente un dato e cioè che il cyberspazio è diventato un dominio di conflitto distinto, accessibile sia agli attori con maggiori risorse che a quelli con minori risorse. La guerra contro l’Iran farà vedere fino a che punto il cyberspazio sarà sfruttato all’interno e in parallelo alle operazioni in altri domini.

Nota: la geopolitica è nata con il mondo diviso in potenze terrestri e potenze marittime, si è ampliata con l’irruzione dell’aviazione e quindi del cielo, è cresciuta con la “conquista” dello spazio ed ora è entrata nel cyberspazio.

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