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Il futuro di Trieste
si chiama Imec

La nuova via del cotone per il porto triestino

Il progetto Imec (India-Middle East-Europe Economic Corridor ) è una grande opportunità anche per Trieste. In questo progetto –  ha detto Cristina Amirante, assessore alle Infrastrutture e Territorio della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia  –  «il porto di Trieste, insieme con il sistema logistico integrato di retroporto del Friuli Venezia Giulia, ha tutte le caratteristiche per candidarsi come uno degli approdi europei della nuova via del cotone tra India, Medio Oriente ed Europa, inserendosi in una rete infrastrutturale di valore strategico internazionale»

Il Corridoio economico India-Medioriente-Europa si configura come una grande infrastruttura logistica e commerciale che valorizza anche i tracciati esistenti, come il Canale di Suez, e mira a rafforzare la connettività tra le sponde dell’Oceano Indiano e l’Europa. «In questo scenario –ha aggiunto l’assessore Amirante – Trieste rappresenta un nodo naturale di approdo europeo, grazie alla sua posizione geografica, al ruolo di primo porto dell’Adriatico e agli importanti investimenti infrastrutturali in corso».

Il porto di Trieste può contare su una piattaforma logistica di retroporto già operativa, su connessioni ferroviarie con l’Europa nord-orientale e balcanica, e su strumenti competitivi come il porto franco e la Zona logistica semplificata. «Inserire Trieste all’interno della rete Imec – ha concluso Amirante – significherebbe valorizzare un’infrastruttura che già oggi dialoga efficacemente in particolare con i mercati del Nord e del centro Europa e che può offrire un accesso diretto e sostenibile ai flussi di merci provenienti dal subcontinente indiano e dal Medio Oriente».

Imec è un corridoio economico pianificato che mira a rafforzare lo sviluppo economico promuovendo la connettività e l’integrazione economica tra Asia, Golfo Persico ed Europa. Il corridoio è un percorso proposto dall’India all’Europa attraverso gli Emirati Arabi Uniti, l’Arabia Saudita, Israele e l’Italia (o, in alternativa, la Grecia).

Inutile ribadire che oggi l’economia marittima a livello globale si fonda su: 1) la cantieristica (produzione); 2) la logistica (commercio marittimo); 3)  la gestione dei porti e delle infrastrutture.

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