Il G7 non è più
quello di una volta

Chiuso il G7 in Francia. Una delle dichiarazioni sottoscritte riguarda l’Africa. «Prendiamo nota – leggo – del recente vertice Africa forward, della Conferenza sui partenariati mondiali, del Piano Mattei per l’Africa, della Conferenza internazionale di Tokyo sullo sviluppo dell’Africa e dell’iniziativa Global Gateway. Sottolineiamo l’importanza di collaborare con tutte le parti interessate per promuovere un finanziamento dello sviluppo equo e trasparente, che rispetti gli standard internazionali e le prassi comuni. Ci impegneremo a mobilitare un’ampia coalizione multilaterale, che includa nuovi donatori, il settore privato, le organizzazioni filantropiche e la società civile, a sostegno di questo approccio rinnovato».
Il Gruppo dei Sette (abbreviato in G7), il forum intergovernativo composto da Canada, Francia, Germania, Giappone, Italia, Regno Unito e Stati Uniti d’America, si è riunito a Évian-les-Bains dal 15 al 17 giugno 2026, con un’agenda notevole: da questioni di governance globale, tra cui l’Intelligenza Artificiale, agli aiuti allo sviluppo ed alla gestione dell’ascesa della Cina.
Il fatto è che il G7 non conta più come una volta, perché i Paesi membri rappresentano oggi il 44,1% del PIL mondiale e il 9,6% della popolazione globale.
Sebbene l’ampliamento del numero dei membri non sia all’ordine del giorno, una formula G9 con l’inclusione della Corea del Sud e dell’Australia dovrebbe arrivare quanto prima. Le ottime prestazioni di Corea del Sud e Australia a fianco dei Paesi del G7 si riflettono in parte nel ruolo proattivo che entrambi hanno svolto sulle questioni di governance globale. Ad esempio, la Corea del Sud ha recentemente ospitato un importante vertice sull’Intelligenza Artificiale, posizionandosi come polo globale centrale per l’innovazione e le infrastrutture in questo campo. L’Australia è stata un leader attivo nell’azione per il clima, nella trasparenza dello sviluppo e nelle norme di sicurezza digitale.
Staremo a vedere.
Come nota a margine riporto un’altra dichiarazione: «Nella Striscia di Gaza, accelereremo gli sforzi umanitari e di ricostruzione e la rapida attuazione delle opportune misure politiche e di sicurezza. Chiediamo la fine delle violenze in Cisgiordania».
Non so quanto Israele terrà conto di questo G7. Probabilmente domani un G9 avrebbe maggiore impatto.



