In Somalia, i militari USA
hanno una nuova base aerea

L’ampliamento della base militare statunitense a Bosaso, nel Puntland, sta sollevando numerose questioni legali per il governo locale, che gode di un grado di autonomia tuttora contestato dal governo centrale somalo con sede a Mogadiscio. Secondo la costituzione somala, solo il governo centrale può firmare accordi con governi o entità straniere. Ma l’operazione va avanti all’insegna della lotta al terrorismo. I ministeri della Difesa e dell’Informazione somali non hanno risposto alle domande in merito alla loro eventuale conoscenza preventiva della decisione degli Stati Uniti di firmare un accordo con il Puntland per la costruzione di una nuova base militare. Una dichiarazione ufficiale recita: «Gli Stati Uniti amplieranno la loro base militare a Bosaso per migliorare le operazioni antiterrorismo e contribuire a proteggere la sicurezza marittima».
«Gli Stati Uniti – hanno spiegato a Drop Site cinque funzionari della sicurezza somala nel Puntland – non avevano in precedenza una base militare a Bosaso e la nuova espansione creerebbe di fatto una presenza militare completamente nuova nella regione». I funzionari hanno descritto l’attuale presenza statunitense come un “ufficio” utilizzato come centro di intelligence sia dall’AFRICOM che dalla Central Intelligence Agency (CIA). L’AFRICOM (United States Africa Command) è il comando unificato delle Forze Armate degli Stati Uniti responsabile delle operazioni militari, della cooperazione di sicurezza e della gestione delle crisi in 53 nazioni africane. La zona sta diventando il punto focale di un piano di militarizzazione statunitense di una delle vie navigabili più strategiche al mondo.
E’, dunque, una nuova base o l’ampliamento di una struttura già esistente? Tra i comunicati che si intrecciano non sono riuscito a capirlo.
Il fatto è che, una volta completata, gli Stati Uniti condurranno attacchi aerei direttamente dalla base di Bosaso.
Bosaso si estende lungo la costa settentrionale della Somalia, sulle rive del Golfo di Aden. Con una popolazione di circa un milione di abitanti, è anche nota come una delle principali rotte del traffico di esseri umani e dei flussi migratori, con i migranti provenienti dall’Africa orientale che attraversano il Golfo di Aden nel tentativo di raggiungere lo Yemen e il mondo arabo. Si stima che il 25% del traffico marittimo globale transiti attraverso il Golfo di Aden, mentre nelle vicinanze, sulla terraferma, infuria da quasi due anni una guerra tra le forze regionali del Puntland, sostenute dagli Stati Uniti, e i militanti dell’ISIS, che dominano sui monti Al-Miskad.
Curiosità: il Puntland ha tre lingue ufficiali: il somalo, l’arabo e l’italiano.



