Il “Filo Cremisi” per tagliare
la Cisgiordania in due
Nella Cisgiordania occupata e, in particolare, nella parte settentrionale della Valle del Giordano, da marzo è in corso la costruzione di un nuovo muro di separazione di 22 chilometri con annessa strada militare. Ovviamente i “coloni” israeliani si sono insediati nelle aree circostanti. I lavori fanno parte del cosiddetto “Filo Cremisi”, una barriera di 500 chilometri che dovrebbe estendersi lungo tutto il confine orientale della Cisgiordania occupata, dal margine meridionale delle alture del Golan occupate a nord fino al Mar Rosso a sud, isolando di fatto la Valle del Giordano dal resto della Palestina. Un portavoce dell’esercito israeliano ha dichiarato alla rivista +972 che il progetto si basa su «una chiara esigenza di sicurezza, per modellare il terreno e controllare e monitorare il movimento dei veicoli».
Rasheed Khudeiri, agricoltore e attivista della Jordan Valley Solidarity Campaign, che da anni documenta l’espansione degli insediamenti nella zona, ha sottolineato all’agenzia Drop Site l’ipocrisia delle argomentazioni di Israele, che adduce motivi di sicurezza per lo sfollamento dei palestinesi, pur consentendo ai coloni israeliani di vivere nella stessa area. «Come può essere pericolosa – ha spiegato – una zona di tiro militare chiusa quando permettono l’insediamento di coloni provenienti dalla Russia, dagli Stati Uniti o dal Medio Oriente? Al proprietario del terreno non è permesso, mentre al colono sì».
Khudeiri afferma che il progetto taglierà Ain Shibley, nella valle centrale, verso nord fino al checkpoint militare di Tayasir, attraversando le comunità di Hatu, Ras Al-Ahmar, Anun e Khirbet Yarza, sottraendo così circa 180.000 dunam (circa 44.000 acri) al controllo palestinese.
Il governatorato di Tubas si estende per 410 chilometri quadrati, il 70% dei quali rientra già nell’Area C, una zona sotto il pieno controllo di sicurezza e civile israeliano in base agli Accordi di Oslo. Attualmente, nell’area sono presenti più di nove insediamenti, sette campi di addestramento militare israeliani e oltre trenta avamposti di insediamento che hanno soffocato e occupato terreni a Tubas, arrivando quasi ai confini della città.
Parallelamente, gli attacchi dei coloni contro le comunità agricole e beduine lungo la barriera in costruzione sono aumentati vertiginosamente. Oltre 30.000 palestinesi sono stati sfollati a causa dell’operazione militare. Ora, l’attenzione si è spostata sul corridoio orientale. Una volta completato, il progetto Crimson Thread isolerà completamente il lato orientale della Cisgiordania.



