A Tavola

La Cina costruisce una grande nave
per il rifornimento in mare

In un cantiere navale sull’isola di Longxue, situata a sud-est della città di Guangzhou, è in costruzione quella che già si mostra come una enorme nave da rifornimento. Il cantiere è gestito da una filiale della China State Shipbuilding Corporation (CSSC), attualmente nota come CSSC Offshore and Marine Engineering Company (COMEC). L’analisi delle immagini satellitari di Planet Labs indica che la costruzione è iniziata almeno a febbraio.

La nave è lunga circa 270 metri e larga 37 metri nel punto più ampio, stando alle immagini satellitari disponibili. Presenta una sovrastruttura a prua con alette trasparenti per un grande ponte di comando e un albero in cima. Vi è inoltre, spiega TWZ, una sovrastruttura separata a poppa con i fumaioli posizionati davanti ad essa. Un’immagine satellitare (scattata il 2 luglio) mostra anche due grandi aperture sul lato destro della sovrastruttura a poppa. Queste potrebbero servire per il varo e/o il recupero di piccole imbarcazioni, comprese le scialuppe di salvataggio. Potrebbero anche essere semplicemente aperture per passerelle di accesso per l’equipaggio o altri spazi di lavoro. Tuttavia, ciò che si trova tra le due sovrastrutture è forse l’aspetto più notevole della nave. Vi sono diverse strutture verticali simili a pilastri, posizionate relativamente vicino a entrambi i lati dello scafo. Questo è in linea con quanto si osserva tipicamente sulle navi militari configurate per effettuare il rifornimento di carburante e di altri materiali in mare. Il ponte di volo e l’hangar a poppa consentirebbero inoltre il rifornimento verticale tramite elicotteri.

Il rifornimento in mare, in generale, è una capacità fondamentale per qualsiasi marina militare di rilievo che desideri condurre operazioni in alto mare prolungate senza dover dipendere da porti amici. Persino in tempo di pace, nelle vaste distese del Pacifico, le infrastrutture portuali di qualsiasi tipo, per non parlare di quelle in grado di supportare grandi navi da guerra, possono essere poche, distanti tra loro e direttamente minacciate.

TWZ ricorda le difficoltà incontrate dalla Marina statunitense nel mantenere rifornite di carburante le sue navi da guerra a propulsione convenzionale in Medio Oriente.

«Tradizionalmente, per 25 anni, siamo stati in guerra in Medio Oriente e quella guerra è stata di fatto combattuta nel parcheggio di una gigantesca stazione di servizio»: ha dichiarato Robert Hein, direttore delle operazioni marittime del Military Sealift Command (MSC) della Marina statunitense. «L’Iran – ha aggiunto – ha di fatto chiuso quella stazione di servizio. Quindi abbiamo dovuto escogitare modi davvero creativi per come rifornire la flotta». L’anno scorso, nel pieno delle operazioni contro gli Houthi in Yemen, le navi da guerra americane erano costrette a lasciare le loro basi nel Mar Rosso e nelle aree circostanti per settimane intere per riarmarsi nei porti.

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