La Cina ferma l’export
di terre rare al Giappone

Sta crescendo la tensione tra Cina e Giappone: Pechino ha stabilito nuove restrizioni all’esportazione di tecnologie a duplice uso, tra cui terre rare, magneti permanenti e altri minerali necessari per la produzione di tecnologie di difesa. Il primo ministro giapponese Sanae Takaichi aveva affermato che un attacco a Taiwan sarebbe stata una «minaccia esistenziale» per il Giappone e quindi avrebbe giustificato una risposta militare. La strategia cinese sui minerali essenziali è strettamente intrecciata con gli obiettivi militari (come per tutte le potenze) e perciò la presa di posizione nipponica ha convinto Pechino a non incrementare ulteriormente il potenziale bellico nipponico.
Tocca domandarsi a chi convenga che i due Paesi arrivino ai ferri corti. E’ certo che gli USA per poter dispiegare la forza necessaria in quei mari dovrebbe mollare gli altri obiettivi (Groenlandia, Venezuela, Iran…) e al momento non sembra siano in grado di farlo.
Già negli ultimi mesi dello scorso anno, erano stati registrati incidenti nei pressi di isole contese lungo il Mar Cinese Orientale e il Mar delle Filippine tra Giappone e Taiwan. L’episodio più grave, per Tokyo, è stato quando i caccia cinesi J-15 hanno puntato i loro radar su aerei giapponesi vicino alle isole giapponesi di Okinawa nel Mar Cinese Orientale. Secondo gli analisti, la mossa era una minaccia diretta e, in seguito, sarebbe potuto essere un segnale di attacco imminente.
Negli ultimi giorni dell’anno appena finito, l’Esercito Popolare di Liberazione (PLA) aveva completato le esercitazioni “Missione Giustizia 2025“, simulando la presa e il blocco di Taiwan. Il ministero della Difesa nazionale di Taiwan aveva fatto sapere di aver individuato 130 aerei, 14 navi della marina e 8 navi della guardia costiera cinese al largo delle coste di Taiwan tra il 29 e il 30 dicembre.
Va detto che quelle esercitazioni erano state una risposta all’annuncio degli Stati Uniti della vendita di un ingente pacchetto di armi a Taiwan del valore di 11 miliardi di dollari.



