A Tavola

L’Ucraina porta la guerra
all’interno della Russia

Non soltanto le città e i paesi della regione di confine tra Russia e Ucraina, come Belgorod, Bryansk e Kursk, ma anche le principali città, come Mosca e San Pietroburgo, sono state colpite da droni e missili a lungo raggio ucraini. Anche la Crimea è stata oggetto di pesanti attacchi, costringendo la Russia a chiudere campi estivi e spiagge, interrompendo le forniture di carburante e causando interruzioni di corrente.

Nel corso di quest’anno, l’Ucraina ha esteso la guerra al territorio russo orchestrando una serie di attacchi a corto, medio e lungo raggio per interrompere e distruggere la logistica e i rifornimenti russi. Secondo l’analisi del Center for Strategic and International Studies (CSIS), l’Ucraina ha colpito diverse infrastrutture energetiche, come raffinerie di petrolio, stazioni di pompaggio, impianti di stoccaggio di carburante e autocisterne; impianti di produzione di missili e droni, stabilimenti di microelettronica e impianti di semiconduttori; linee ferroviarie, strade, ponti e depositi di munizioni, nonché veicoli e treni merci; e basi militari.

L’Ucraina ha utilizzato una combinazione di droni e missili, con un notevole incremento dell’Intelligenza Artificiale (IA) che sta cambiando la natura della guerra. Un recente sviluppo è rappresentato dall’impiego da parte dell’Ucraina dell’Hornet, un drone d’attacco autonomo monodirezionale che costa circa 6.000 dollari e ha un raggio d’azione fino a 150 chilometri. È frutto di una partnership tra aziende ucraine e statunitensi nel settore dei droni. L’Hornet utilizza l’IA per analizzare i flussi video in diretta, di giorno e di notte; identificare obiettivi russi grazie agli algoritmi di rilevamento; individuare i bersagli fittizi russi in base alla geometria, alla texture della superficie e alla firma termica della piattaforma; e colpire obiettivi russi utilizzando l’IA durante la fase finale del volo con una testata integrata. Inoltre, l’Ucraina ha utilizzato anche sistemi basati sull’IA, prodotti da aziende come SkyFall, per operazioni anti-drone, tra cui l’identificazione e la distruzione di droni russi con visuale in prima persona (FPV).

Secondo gli analisti del CSIS, è giunto il momento di una campagna di pressione che spinga l’economia russa al collasso. «Gli Stati Uniti e l’Europa – suggeriscono – dovrebbero intensificare la pressione sulle entrate petrolifere della Russia attraverso un’applicazione più rigorosa delle sanzioni contro la flotta ombra russa, la rete clandestina di centinaia di petroliere acquisite o noleggiate dalla Russia per eludere le sanzioni economiche occidentali. Tale applicazione potrebbe includere sanzioni secondarie contro le banche in Cina, Hong Kong e altri paesi che facilitano queste transazioni».

La verità è che, nonostante le difficoltà sul campo di battaglia e le vulnerabilità economiche della Russia, gli Stati Uniti e l’Europa non sono riusciti a esercitare una pressione sufficiente, né economica né militare. Attualmente, le forze russe controllano circa 118.000 Kmq di Ucraina (circa il 20% del Paese, un’area grande all’incirca quanto il Nord Italia), inclusa la Crimea e le parti del Donbass occupate prima del 2022.

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