Nuovi impianti nordcoreani
per l’arricchimento dell’uranio

Il Center for Strategic & International Studies ha pubblicato le immagini satellitari di questo mese che mostrano il completamento di un edificio a Yongbyon che, secondo l’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (AIEA), si ritiene sia un nuovo impianto di arricchimento dell’uranio destinato alla produzione di materiale per armi nucleari. Il Centro di Ricerca Nucleare di Yongbyon è il principale impianto nucleare della Corea del Nord. Si trova a circa 100 km a nord della capitale Pyongyang. Il Centro ha prodotto il materiale fissile per i sei test nucleari condotti dalla Corea del Nord dal 2006 al 2017 e, dal 2009, sta sviluppando una tecnologia per centrali nucleari a reattore ad acqua leggera. Il Centro fu istituito in base a due accordi sull’energia atomica firmati dalla Corea del Nord e dall’URSS alla fine degli anni ’50.
L’edificio, completo di generatori, serbatoi di carburante, unità di raffreddamento ed edifici di supporto, si trova a 480 metri a nord-nord-est del Laboratorio di Radiochimica e a circa 1.800 metri a nord delle sale centrifughe già esistenti a Yongbyon. L’analisi delle immagini satellitari mostra che la costruzione del nuovo edificio, iniziata a metà dicembre 2024, è stata in gran parte completata esternamente e i lavori interni sembrano essere tuttora in corso.
Qualsiasi produzione di uranio arricchito aumenterebbe significativamente il numero di armi nucleari disponibili.
CSIS si chiede perché questo nuovo edificio, soprattutto se destinato all’arricchimento dell’uranio, sia stato costruito vicino al Laboratorio di Radiochimica. La maggior parte delle attuali capacità di arricchimento dell’uranio della Corea del Nord si trova a circa 2 chilometri a sud, incentrate sulle sale delle centrifughe esistenti, rendendo quell’area più adatta a un nuovo edificio di questo tipo. In ogni caso, Pyongyang ha incrementato significativamente il suo arsenale di armi da quando Kim Jong-un è salito al potere e dopo il suo incontro con il presidente Donald Trump nel 2019.
Nemmeno un mese fa, il ministro dell’Unificazione sudcoreano Chung Dong-young ha stimato che «la Corea del Nord potrebbe aver estratto circa 100 chilogrammi di plutonio negli ultimi 30 anni, di cui 16 kg lo scorso anno, una quantità in grado di produrre circa 20 armi nucleari».
Al momento stiamo tranquilli perché, nonostante le facce feroci, Washington e Pyongyang vanno d’accordo e, soprattutto, perché i nordcoreani non rientrano negli obiettivi dell’espanSionismo. Ma domani?



