Golfo di Aden, i pirati somali
hanno ripreso gli arrembaggi
I pirati somali nell’Oceano Indiano e nel Golfo di Aden hanno approfittato della chiusura dello Stretto di Hormuz per andare all’arrembaggio dei mercantili che fanno il giro per il Mar Rosso e attraversano le acque somale. Attualmente risultano sequestrate diverse petroliere e una nave cisterna per il trasporto di cemento. La settimana scorsa è stato rilasciato un dau (barca a vela) degli Emirati Arabi Uniti.
Per una petroliera (la MT Eureka, del Togo) sequestrata lo scorso 2 maggio vicino al porto di Qana, nello Yemen, i pirati chiedono un riscatto di 10 milioni di dollari (cifra modesta, se rapportata al costo della petroliera e del carico, che, presumo, si aggirino sui 200 milioni di dollari complessivi). L’entità del riscatto è stata rivelata da Drop Site News. Secondo funzionari della sicurezza del Putland, uno dei sei Stati federati della Repubblica Federale di Somalia, i dirottatori hanno ancorato la nave nei pressi della città costiera di Murcanyo. A proposito degli Stati federati, è bene ricordare che uno di loro, il Somaliland, proclamatosi indipendente, è stato riconosciuto soltanto da Israele che vi ha subito impiantato basi proprie.
Non sono riuscito a sapere molto della petroliera dirottata ad aprile, la HONOUR 25, bloccata nei pressi di Bander Beyla, altra città costiera del Puntland. Il governo regionale, leggo su Drope Site, ha insediato un blocco terrestre ed ha schierato altre truppe sulla costa per impedire l’arrivo di rifornimenti e di ulteriori uomini armati sulla nave sequestrata.
La pirateria somala pareva ridotta ai minimi termini dopo le campagne di contrasto organizzate da UE, NATO, USA e altri Paesi dell’area, ma la guerra scatenata dagli israelo-americani contro l’Iran ha incrementato, oltre al prezzo della benzina, anche la pirateria.
Mentre i governi di Egitto e EAU hanno condannato il dirottamento, le autorità somale sono rimaste in silenzio. La Forza navale dell’Unione Europea (EUNAVFOR), che sovrintende alle operazioni antipirateria nelle acque somale, ha comunicato: «Si consiglia vivamente alle navi che operano nella zona di mantenere un’elevata vigilanza».
Alla fine del 2023, quando il movimento degli Houthi yemeniti Ansarallah (Partigiani di Dio), in risposta ai massacri israeliani nella Striscia di Gaza, iniziò ad attaccare i mercantili israeliani e di nazioni complici di Israele nel Golfo di Aden e nel Mar Rosso, le forze navali internazionali spostarono la loro attenzione dalla lotta alla pirateria al contrasto delle attività di Ansarallah. Questo fatto, in aggiunta alla chiusura di Hormuz, ha consentito ai gruppi armati attivi sulla costa somala di sfruttare la falla nella sicurezza e riprendere i dirottamenti.



