Kiev e la rotta di collisione
tra Stati Uniti e Unione Europea

Europa e America sono su posizioni divergenti su una delle principali crisi geopolitiche della nostra epoca. Le conseguenze sulla guerra in Ucraina determinate dal cambio di rotta della Casa Bianca (accordo con Mosca per il gasolio) non sono al momento esattamente valutabili, ma non saranno di lieve portata.
I leader dell’UE hanno trascorso il fine settimana a criticare il presidente Trump ed a rinnovare il loro sostegno a Zelensky. Negli ultimi tre giorni, il presidente ucraino ha avuto colloqui privati con il presidente francese Emmanuel Macron, con il primo ministro britannico Andy Burnham, con la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e con il primo ministro polacco Donald Tusk. La strategia è lampante: l’appoggio europeo vale quanto – se non di più – il sostegno statunitense, soprattutto ora che d’oltreoceano non arrivano più i sistemi missilistici Patriot.
Intanto dal Lussemburgo, dove si è tenuta una riunione dei ministri degli Esteri dell’UE, è stato lanciato un nuovo pacchetto di oltre 1.600 sanzioni contro individui russi più o meno coinvolti nel sistema produttivo e nella fabbricazione di armi.
Il presidente Trump ha annunciato un cessate il fuoco energetico e il quotidiano Financial Times ha riportato che i funzionari di Trump hanno minacciato di bloccare la fornitura di nuove armi all’Ucraina.
Guardando lo scenario con gli occhi di Trump è tutto chiaro: mancano circa venti giorni alle elezioni di metà mandato e il presidente è sotto pressione a causa degli alti costi di benzina e diesel. Deve fare in modo che i prezzi calino, per bloccare la caduta dei consensi.
Un presidente senza maggioranza al Congresso è un’anatra zoppa (lame duck), come dicono gli americani. Cioè? Sia pure al limite delle leggi, Trump ha bombardato, rapito e distribuito armi senza ostacoli. L’anatra zoppa qualche ostacolo al Congresso se lo trova.



