A Tavola

Siria. Meno aiuti dall’ONU

Gli USA hanno ridotto i finanziamenti all'UNHCR

Gli Stati Uniti garantivano all’Unhcr (Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati) il 40% del totale dei finanziamenti. Dopo i tagli decisi a Washington, l’Unhrc dovrà chiudere in Siria il 42% dei centri attivi, licenziare il 30% del personale e ridurre del 20% il programma di aiuti finanziari per le piccole imprese.
Nonostante il governo insediato in Siria da Ahmad al-Sharaa si sia messo al lavoro per la ricostruzione, l’Unhcr esprime preoccupazione per la situazione economica dei 600 mila sfollati che sono tornati in un Paese distrutto da quattordici anni di guerra.
«È una situazione devastata – spiega Gonzalo Vargas Llosa, rappresentante dell’Unhcr in Siria – e proprio ora ci sarebbe più bisogno dei nostri centri che offrono accoglienza e forniscono finanziamenti ai siriani. Invece siamo costretti a chiuderne tantissimi e anche in quelli rimanenti, in cui aiutiamo oltre 600 mila persone, dovremo ridurre gli aiuti».
Per la Siria, comunque, si prospetta una ripresa economica, giacché il 13 maggio gli Stati Uniti (seguiti immantinente dall’UE) hanno revocato le sanzioni finanziarie imposte fin dal 1979. Ad avvantaggiarsene subito sarà il sistema bancario siriano, e poi a cascata tutti gli altri. La ricostruzione, in effetti, è un grande business.

Articoli Correlati

Pulsante per tornare all'inizio