A Tavola

Il piano “Gideon’s Chariots B”
per la conquista di Gaza City

Il ministro della Sicurezza israeliano Israel Katz ha approvato oggi (mercoledì 20 agosto 2025) un nuovo piano per occupare Gaza City. Sarà “Gideon’s Chariots B“, continuazione dell’operazione “Gideon’s Chariots” tuttora in atto. L’offensiva è presentata come il prossimo passo per espandere il controllo delle Forze di Occupazione Israeliane (Israel Occupying Force – IOF)  oltre le aree già occupate. L’operazione originale, Gideon’s Chariots, non ha raggiunto gli obiettivi dichiarati e cioè il rilascio dei prigionieri e la distruzione dell’infrastruttura militare e amministrativa di Hamas a Gaza.

Per soddisfare le esigenze operative di questa nuova operazione, le Forze di Difesa Israeliane hanno emesso circa 60.000 ordini di chiamata ai riservisti, in aggiunta a quelli già in servizio. La decisione rientra in una più ampia strategia di preparazione per garantire personale sufficiente per l’escalation pianificata, come riportato dal quotidiano Jerusalem Post.

Domenica scorsa, il capo di stato maggiore dell’esercito israeliano Eyal Zamir aveva approvato i piani che prevedono lo sfollamento dei civili e il blocco della città, mentre una seconda fase contempla l’ingresso militare graduale nell’area urbana. L’esercito ha già iniziato a operare a Al-Zeytun (il quartiere sud-occidentale e più grande della Città Vecchia di Gaza) e a Jabalia (a nord, sede di un campo profughi) come parte delle fasi iniziali.

La prima fase prevede la creazione di cosiddette “zone umanitarie con infrastrutture essenziali” nella parte meridionale della Striscia di Gaza, aprendo la strada a un massiccio sfollamento di civili da Gaza City. A questa fase seguirà l’avvio di un’operazione di terra per circondare la città, proseguendo nel contempo il processo di evacuazione.

Yair Lapid, leader dell’opposizione israeliana, ha scritto su “X”: «Questa mattina sono stati emessi 60.000 ordini di riserva per realizzare l’illusione di conquistare Gaza».

Il fatto che i soldati sono diventati particolarmente crudeli viene da lontano. Erella Grassiani, dell’Università di Amsterdam, l’ha chiamato «intorpidimento morale» manifestatosi la prima volta nel 2000 durante la seconda Intifada. «Non è che i soldati israeliani – ha aggiunto – non abbiano già picchiato e arrestato bambini per aver lanciato pietre, ma questa è una novità». Ed ha concluso: «In precedenza, c’erano delle regole di ingaggio, anche se seguite in modo approssimativo, ma c’erano. Quello che stiamo vedendo ora è completamente diverso».

Anche quando sono state registrate le immagini di un incidente, come quello che sembrava essere lo stupro di gruppo di una prigioniera palestinese nel carcere israeliano di Sde Teiman, la pressione pubblica, anche da parte di membri del governo, ha portato alla liberazione dell’imputato.

Dal 7 ottobre 2023, il genocidio ha causato la morte di 62.064 persone e il ferimento di altre 156.573. Dalla violazione del cessate il fuoco, il 18 marzo 2025, il numero dei morti è stato di 10.518, con 44.532 feriti documentati.

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