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La Turchia venderebbe sistemi russi
in cambio di caccia americani

Da quando Hürriyet (Libertà), uno dei quotidiani più diffusi in Turchia, ha scritto che il governo di Ankara stava valutando la possibilità di rivendere a un Paese del Consiglio di Cooperazione del Golfo (CCG) i sistemi di difesa aerea a lungo raggio S-400 Triumf acquistati dalla Russia, una domanda non è rimasta senza risposta. Perché la Turchia dovrebbe “liberarsi” dei sistemi S-400 Triumf? Per avere da Washington il via libera a riprendere il programma di sviluppo del caccia F-35 Lightning II.

Il S-400 Triumf è un sistema d’arma antiaereo a lungo raggio di nuova generazione e fabbricazione russa, sviluppato dalla Almaz Central Design Bureau negli anni Duemila ed entrato in servizio nelle Forze armate russe a partire dal 2007.

Anni fa, il Pentagono aveva dichiarato che la presenza del sistema russo in prossimità di basi, manutenzione e operazioni del caccia F-35 avrebbe creato una piattaforma di raccolta dati. Anche senza una connessione diretta alle reti NATO, test ripetuti, voli addestrativi e osservazioni incrociate avrebbero potuto costruire un archivio utile a migliorare algoritmi di rilevamento e tattiche di ingaggio.

L’ipotesi di vendere al Qatar o agli Emirati sposterebbe il problema senza eliminarlo. Da quelle parti operano da anni sistemi statunitensi: nel Qatar c’è la grande base di Al Udeid e negli Emirati stanziano forze statunitensi e una difesa aerea multistrato con componenti occidentali. Installare una piattaforma russa renderebbe necessari una separazione netta, strette regole di accesso, una funzionale compartimentazione delle reti con conseguenti limitazioni operative.

E questi sono i problemi “tecnici” sul terreno. Ma c’è dell’altro.

Il processo per reinserire la Turchia nel programma F-35 implicherebbe la revoca delle sanzioni imposte al Paese in forza del CAATSA (Countering America’s Adversaries Through Sanctions Act). Questo vuol dire che il presidente Trump dovrebbe notificare al Congresso che i sistemi S-400 non sono più operativi, che la Turchia non ne ha più e che si è impegnata a non avere più legami militari con la Russia.

Insomma, al di là di ciò che scrivono i commentatori (soprattutto quelli di casa nostra) la questione non è semplice come sembra. Il fatto, poi, che la Turchia abbia più che mai bisogno dei caccia F-35 si deve alla Grecia che già sta comprando i caccia stealth. Atene e Ankara, a partire da Cipro in poi, sono in competizione/guerra. La Turchia l’anno scorso ha firmato un accordo per 20 Eurofighter Typhoon, ma non basta a competere con la contemporanea modernizzazione della flotta greca.

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