NATO: per fermare gli aerei russi
bisogna colpire gli aeroporti
Il Comando Supremo Alleato per la Trasformazione (Supreme Allied Commander Transformation SACT) della NATO ha fatto una rivelazione sbalorditiva. La copio e incollo senza cambiare una parola.
Ecco la perla SACT: «Ogni sortita ha origine da un aeroporto. Ogni aeroporto è un nodo di vulnerabilità: se può essere costantemente neutralizzato, la campagna aerea dell’avversario viene fondamentalmente interrotta alla fonte». E’ chiaro? Non voglio nemmeno pensare a quanti corsi di specializzazione, a quante accademie, a quante ore di pesante studio si sono sottoposti i generali e gli specialisti NATO per poter arrivare alla conclusione che per impedire agli aerei di bombardare bisogna innanzitutto distruggere gli aeroporti.
Cosa manca, dunque, all’Ucraina per fermare l’aviazione russa? Riporto le valutazioni SACT copiandole da TWZ: «Le soluzioni attualmente in uso, come l’aviazione d’attacco con equipaggio, i sistemi di fuoco a lungo raggio basati a terra (MLRS, missili balistici) e le munizioni convenzionali a singola unità a guida autonoma, hanno dimostrato un’efficacia limitata contro obiettivi aeroportuali difesi. Mancano dell’effetto di massa, della persistenza e della resistenza alla guerra elettronica (EW) necessarie per sopprimere simultaneamente le infrastrutture aeroportuali su più punti di mira in un ambiente ostile».
L’Ucraina e la NATO hanno fatto appello al settore privato per vincere l’Airfield Denial Challenge, cioè la sfida al diniego dell’accesso agli aeroporti. C’è un premio di 250.000 euro ad aziende o singoli individui che propongano idee concrete per impedire alla Russia di utilizzare le proprie basi aeree. La scadenza per la presentazione dei progetti è il 20 luglio. Dieci finalisti saranno selezionati l’11 agosto e saranno invitati a un “pitch day” il 3 settembre, presumibilmente in Polonia, per presentare i loro progetti. La NATO, che ha stanziato mezzo miliardo di dollari per lo sviluppo di armi per l’Ucraina, aspetta ora i suggerimenti dei privati.
Intanto, Mosca non se ne sta con le mani in mano. Un satellite americano ha fotografato i lavori in corso alla base aerea di Engels, uno dei più importanti hub per l’aviazione a lungo raggio della Russia. La base è da tempo un obiettivo chiave per l’Ucraina. A pubblicare le immagini è stata la rivista online The War Zone su concessione di Planet Labs, che gestisce più di 100 satelliti in orbita.
Nella base, a circa 300 miglia dal confine ucraino più vicino, pare siano in costruzione almeno 17 rifugi protettivi separati.



