Bollente

Israele si piazza in Somaliland
per attaccare gli Houti in Yemen

In Somalia, la città di Hargeisa, capitale del territorio separatista noto come Somaliland, è stata recentemente teatro di uno spettacolo insolito in un Paese a maggioranza musulmana: gente che sventolava bandiere israeliane, non per protesta, ma per festeggiare. Dopo il riconoscimento formale avvenuto alla fine dello scorso anno, Israele ha ora stabilito una presenza di intelligence nel Somaliland, come confermato dall’agenzia di stampa investigativa Drop Site News. E si parla anche di una base militare (https://www.pastaepatate.eu/a-tavola/basi-di-israele-in-somaliland/) che consentirebbe a Israele di ottenere una testa di ponte militare su una via navigabile cruciale vicino allo Stretto di Bab al-Mandab, un punto strategico marittimo di importanza paragonabile allo Stretto di Hormuz per le esportazioni dal Mar Rosso.

Il gruppo yemenita Ansar Allah, più noto come movimento Houthi, ha già chiuso il Mar Rosso alle navi israeliane e ha minacciato di chiudere completamente lo stretto nel contesto dei negoziati tra Stati Uniti e Iran e della guerra israeliana in Libano.

Alcuni analisti indicano l’aeroporto internazionale di Berbera come possibile sede di una presenza israeliana più estesa nel territorio, nell’ambito di una nascente alleanza che includerebbe il Somaliland insieme a Tel Aviv e Abu Dhabi. Gli Emirati Arabi Uniti hanno un accordo dal 2017 per una base militare presso l’aeroporto internazionale di Berbera, collegata alle operazioni emiratine nella guerra civile yemenita.

Il Somaliland ha una costa di oltre 800 chilometri lungo il Golfo di Aden e si affaccia direttamente sullo Yemen, dove il movimento Ansar Allah si è affermato come uno degli avversari più tenaci e difficili da raggiungere per Israele. Dall’ottobre 2023, il gruppo ha lanciato ripetutamente missili e droni contro Israele, prendendo di mira in passato anche navi legate a Israele, in un blocco navale fatto in segno di solidarietà con Gaza.

Le operazioni hanno costretto alla chiusura del porto israeliano di Eilat sul Mar Rosso e hanno messo in luce gravi vulnerabilità nelle difese aeree del Paese. Gli attacchi israeliani, condotti da oltre 2.000 chilometri di distanza, comprese le operazioni che hanno ucciso diversi leader di Ansar Allah, hanno fatto ben poco per indebolire la capacità e la volontà di colpire del gruppo.

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