Bollente

Tel Aviv organizza viaggi
per “sfollare” i Palestinesi

Con l’avvio di negoziati mirati con molti Paesi, Israele e gli Stati Uniti hanno mostrato di esercitare forti pressioni per fare uscire da Gaza quanti più palestinesi possibile. Tel Aviv sembra voler espellere (mi raccomando le parole: espellere, non deportare) le persone da Gaza e caricarle su un aereo senza timbrare i loro passaporti, in modo da lasciarle bloccate in Paesi terzi. Il Coordinatore delle Attività Governative nei Territori (COGAT), l’organizzazione militare israeliana responsabile dei valichi di frontiera di Gaza, avrebbe dichiarato ai media israeliani di aver ricevuto l’approvazione da un Paese terzo per accogliere i palestinesi nell’ambito di una politica del governo israeliano che consente ai residenti di Gaza di andarsene. Il nome del Paese terzo non è stato nominato.

Dopo aver dovuto affrontare bombardamenti incessanti e carestia a Gaza, ai palestinesi è stato detto di abbandonare tutto e di salire su un volo per una destinazione sconosciuta. Il ministero degli Affari Esteri dell’Autorità Nazionale Palestinese ha invitato i Palestinesi a diffidare delle reti che cercano di allontanarli dalle loro case in linea con gli interessi israeliani: «Il ministero invita la nostra gente, in particolare quella della Striscia di Gaza, a prestare attenzione e a non cadere preda del traffico di esseri umani, dei mercanti e delle compagnie del sangue e degli agenti di sfollamento». In effetti, aziende, entità non ufficiali e intermediari non registrati all’interno del territorio palestinese occupato da Israele stanno cercando di ingannare i palestinesi e di incitarli ad andarsene.

Una organizzazione, Al-Maid Europe, che non ha un ufficio nella sede centrale di Sheikh Jarrah, nella Gerusalemme Est occupata, è venuta alla ribalta per viaggi di trasferimento (non deportazione, mi raccomando) in SudAfrica. Hind Khoudary di Al Jazeera, in un servizio da Deir el-Balah a Gaza, ha dichiarato: «I Palestinesi sono ancora disposti ad abbandonare il territorio devastato dalla guerra se ne hanno l’opportunità, perché hanno vissuto un genocidio. Ci sono stati due anni di bombardamenti incessanti. Hanno perso tutto ciò che avevano; non hanno più case. Alcuni dei palestinesi che hanno ancora un po’ di soldi sono quelli che se ne vanno con i loro figli. Dicono che non c’è futuro qui a Gaza».

Hind Khoudary ha aggiunto: «Abbiamo chiesto ai Palestinesi di Gaza se sono ancora disposti a presentare domanda di asilo tramite l’organizzazione Al-Maid Europe. Hanno risposto che faranno tutto il necessario per andarsene».

Articoli Correlati

Pulsante per tornare all'inizio