Australia: è antisemita
chi non sta con Israele

Il governo australiano ha annunciato un’ampia espansione dei poteri di contrasto all’incitamento all’odio e all’estremismo. Il nuovo quadro normativo dà maggiori poteri al governo per perseguire i leader religiosi e le figure della comunità accusati di promuovere la violenza, introduce un registro federale delle organizzazioni ritenute coinvolte in discorsi d’odio e impone sanzioni più severe per le minacce online. Inoltre, al ministro degli Interni vengono conferiti ulteriori poteri per annullare o negare i visti alle persone accusate di diffondere «odio e divisione», un potere che alcuni osservatori temono possa colpire in modo sproporzionato le voci filo-palestinesi, in particolare quelle che criticano la politica militare israeliana.
I gruppi per i diritti civili e i sostenitori della Palestina avvertono che, ampliando il controllo statale sulla libertà di parola sotto la bandiera della lotta all’antisemitismo, il governo rischia di criminalizzare il dissenso politico, di proteggere la politica statale israeliana dall’esame approfondito e di aggravare l’effetto paralizzante su coloro che si pronunciano contro i crimini di guerra e l’apartheid.
Sul fronte opposto, il vice leader della coalizione di opposizione, Sussan Ley, ha proposto un pacchetto che include il taglio dei finanziamenti a progetti artistici e di ricerca accusati di «attività antisemite», il ripristino dei poteri di revoca della cittadinanza per i cittadini con doppia cittadinanza e il blocco dei visti per chiunque provenga da quella che l’opposizione definisce una «enclave terroristica», cioè Gaza.
Il ministro degli Interni, Tony Burke, ha difeso la decisione di abbassare la soglia legale per perseguire penalmente i reati di incitamento all’odio: «Ci sono state organizzazioni che qualsiasi australiano avrebbe considerato e direbbe che il loro comportamento, la loro filosofia e ciò che stanno cercando di fare sono incentrati sulla divisione e non hanno posto in Australia». Ed ha concluso: «Eppure, per una generazione, nessun governo è stato in grado di intervenire con successo contro di loro perché sono scese di poco al di sotto della soglia legale. Oggi annunciamo che abbasseremo la soglia».
Nel frattempo, il ministro dell’Istruzione, Jason Clare, ha annunciato la creazione di una task forceguidata dall’imprenditore David Gonski per combattere l’antisemitismo nelle scuole.
Le comunità palestinesi temono che il loro diritto di protestare contro i crimini di guerra e l’apartheid stia diventando un danno collaterale.



