
L’agenzia di rating Moody’s ha mantenuto la sua prospettiva negativa sul rating sovrano di Israele (Baa1), a causa della crescente fragilità economica dovuta alla militarizzazione incontrollata nonché alla crescente instabilità regionale. L’agenzia ha evidenziato «l’aumento della spesa per la difesa e la crescita economica più debole».
Le proiezioni più recenti indicano che il rapporto debito/PIL di Israele salirà al 75%, per le crescenti spese belliche e la stagnazione economica.
Il costo economico dell’occupazione e della governance militarizzata si è intensificato da quando l’attacco a Gaza dell’ottobre 2023 ha già indebolito la base fiscale israeliana. Le prospettive attuali seguono un declassamento avvenuto lo scorso settembre, quando Moody’s ha tagliato il rating di Israele da A2 a Baa1, citando la «diminuita qualità delle istituzioni e della governance di Israele» nella gestione delle finanze dello Stato in tempo di guerra.
Moody’s ha comunque riconosciuto che Israele gode di un accesso privilegiato ai mercati dei capitali globali.



