Israele arresta chi denuncia
i militari stupratori seriali

Il governo israeliano accusa il Procuratore generale militare Yifat Tomer-Yerushalm di calunnia contro l’esercito e di aver diffamato i militari. Il primo ministro Benjamin Netanyahu si è spinto fino a dire che si tratta dell’attacco più pericoloso all’immagine di Israele dalla sua fondazione.
I media israeliani hanno riferito che Tomer-Yerushalmi è stata arrestata con l’accusa di frode, abuso di fiducia, abuso d’ufficio, ostruzione alla giustizia e divulgazione non autorizzata di informazioni ufficiali. Il suo arresto, affermano gli analisti legali, sottolinea le crescenti tensioni all’interno delle istituzioni israeliane sull’equilibrio tra lealtà militare e indipendenza giudiziaria, e solleva difficili interrogativi sulla effettiva capacità di Tel Aviv di difendersi nei tribunali internazionali.
Cos’ha fatto il principale avvocato militare israeliano? Ha ammesso di aver diffuso un filmato di uno stupro nel carcere militare di Sde Teiman, una base militare nel deserto del Negev.
Come succede spesso anche in Italia, quando ci sono fughe di notizie, l’attenzione generale viene richiamata sulla gravità del gesto di Tomer-Yerushalmi oscurando la gravità di un crimine realmente commesso, mentre secondo le Nazioni Unite questo tipo di crimine è compiuto in modo sistematico.
Insomma, l’attenzione è spostata dal fatto che questi crimini stanno accadendo e concentrata sul fatto che questa donna ha fatto trapelare il video.
I Palestinesi stanno subendo umiliazioni che gridano vendetta e gli accampamenti tra le rovine mostrano la loro determinazione a non farsi deportare. I bambini tra quelle tende a Gaza immaginano di fargliela pagare a Israele ed è questo che sconcerta: come fa il governo di Tel Aviv ad ignorare il gigantesco effetto boomerang delle violenze di questi anni?



