Le femmine con più partner
vivono più a lungo
Secondo uno studio riportato dalla CNN, il comportamento sessuale è uno dei motivi per cui le femmine dei mammiferi vivono in genere più a lungo dei loro coetanei maschi. Lo studio ha rilevato che le femmine adulte vivono il 12% in più dei maschi. Le differenze di longevità tra i sessi sono molto più evidenti in natura che negli zoo, poiché negli zoo ci sono meno fattori di stress, come climi rigidi e predatori. Esistono diverse teorie sul perché queste differenze di longevità siano dovute al sesso. Una delle teorie più accreditate riguarda i cromosomi sessuali. Fernando Colchero, coautore dello studio, ecologo statistico e matematico e direttore del Gruppo di Demografia Statistica al Max Planck Institute for Evolutionary Anthropology di Lipsia, in Germania, ha spiegato che in questa teoria, nota come ipotesi del sesso eterogametico, si ritiene che le femmine, che hanno due cromosomi X, abbiano un vantaggio rispetto ai maschi, che hanno un cromosoma X e un cromosoma Y, perché «se ci sono mutazioni nel cromosoma X, se si ha una sola copia di quel cromosoma X, non si ha essenzialmente una copia di riserva. Quindi, quelle mutazioni alla fine saranno dannose e ridurranno la longevità».
Gli scienziati hanno trovato prove a sostegno della teoria della selezione sessuale, con le femmine di mammifero che vivono più a lungo dei maschi nelle specie non monogame, ovvero che hanno più di un partner sessuale. Le specie in cui solo le femmine si occupano della prole tendono anche ad essere poligame, con i maschi che cercano di accoppiarsi con più femmine. Pertanto, è anche possibile che i maschi siano comunque svantaggiati, perché spendono più energia nell’accoppiamento, hanno osservato i ricercatori.
Sebbene lo studio fornisca «ulteriori prove a sostegno dell’ipotesi del sesso eterogametico», «considera principalmente altri fattori evolutivi delle differenze sessuali nella durata della vita che potrebbero essere altrettanto importanti, come le cure parentali e il sistema di accoppiamento»: ha aggiunto l ‘ecologista Zoe Xirocostas, ricercatrice all’Università di Tecnologia di Sydney.
Anche il biologo Gerald S. Wilkinson, professore all’Università del Maryland, ha affermato che lo studio «fornisce ulteriore supporto all’ipotesi del sesso eterogametico, secondo la quale ci si aspetta che il sesso abbia una durata di vita più breve».



