L’import USA dal Vietnam
non favorisce la Cina
Le statistiche commerciali del governo statunitense dicono che, nel primo semestre di quest’anno, il Vietnam è al primo posto nella classifica dei Paesi con cui gli Stati Uniti registrano il maggiore deficit commerciale, superando Cina, Messico e Taiwan. Il deficit commerciale americano con il Vietnam ha raggiunto i 126 miliardi di dollari, con un aumento del 45% rispetto allo stesso periodo del 2025. Non dimentichiamo che nell’agosto del 2025 l’amministrazione Trump aveva iniziato ad applicare dazi reciproci sul Vietnam pari al 20%. I dazi erano poi stati ridotto al 10% a febbraio scorso, dopo che la Corte Suprema aveva annullato l’utilizzo da parte del presidente dell‘International Emergency Economic Powers Act (IEEPA), la legge federale del 1977 che autorizza il presidente a regolare il commercio internazionale e bloccare beni esteri dopo aver dichiarato un’emergenza nazionale per una minaccia proveniente dall’estero.
I prodotti dell’elettronica rappresentano l’87% della crescita delle esportazioni vietnamite nel 2026 rispetto al 2025. Dei 37 miliardi di dollari di aumento delle esportazioni vietnamite verso gli Stati Uniti nei primi sei mesi del 2026 rispetto al 2025, oltre 32 miliardi di dollari sono attribuibili al settore dell’elettronica. Questi prodotti elettronici provengono principalmente da grandi aziende tecnologiche globali, come Apple (inclusa la taiwanese Foxconn, che assembla gli iPhone per Apple), Samsung, LG, Fujitsu e Intel, che sono i maggiori investitori stranieri in questo settore in Vietnam, non le aziende cinesi.
L’impennata delle esportazioni vietnamite del 2026 non può essere motivata, dunque, dal desiderio di evitare i dazi doganali imposti dalla Cina, in quanto i prodotti elettronici sono esenti dai dazi doganali imposti dall’amministrazione Trump a partire dal 2025. L’aumento delle importazioni di prodotti elettronici dal Vietnam nell’ultimo anno sembra essere parte dell’aumento globale dei consumi di prodotti elettronici, trainato dal boom dell’Intelligenza Artificiale.
«Non è possibile – scrive Joseph Damond, ricercatore senior nel Programma per il Sud-est asiatico del Center for Strategic and International Studies – quantificare il legame con l’Intelligenza Artificiale semplicemente analizzando i dati commerciali del Vietnam, ma è ampiamente riconosciuto che l’IA sta trainando il commercio globale di elettronica, soprattutto dall’Asia».
Il significativo aumento del deficit non c’entra alcunché con gli investimenti cinesi in Vietnam, ma è piuttosto generato da multinazionali globali provenienti da Stati Uniti, Giappone, Corea del Sud e Taiwan.
«Sulla base di questi fatti – conclude il ricercatore del CSIS – vi è ben poca giustificazione, se non nessuna, per un’eventuale stretta sulla politica commerciale nei confronti del Vietnam, accusato di danneggiare gli interessi economici statunitensi o di favorire gli interessi commerciali della Cina. L’imposizione di dazi o altre barriere commerciali su queste importazioni non farebbero altro che aumentare i prezzi al consumo e rendere le aziende statunitensi di Intelligenza Artificiale meno competitive a livello globale».
Sebbene le esportazioni del Vietnam abbiano registrato un forte incremento, lo stesso è avvenuto per le importazioni, sicché il Paese è in deficit commerciale.



