A Tavola

La guerra degli USA in Nigeria
per difendere i cristiani

In Nigeria la guerra tra il governo e l’Islamic State’s West Africa Province è supportata dagli americani. A farne le spese sono soprattutto i civili. Gli attacchi aerei che hanno colpito Metele, villaggio nel nord dello Stato di Borno, vicino al confine tra Nigeria e Niger, che pare ospiti basi operative di combattenti dell’ISWAP, secondo gli abitanti, hanno distrutto aree residenziali e ucciso persone innocenti. Alcuni giorni dopo il bombardamento di Metele, l’AFRICOM (United States Africa Command) ha annunciato attacchi in tutta la Nigeria nord-orientale, affermando di aver ucciso un gran numero di combattenti dell’ISWAP. L’esercito nigeriano ha comunicato che l’operazione congiunta è stata di importanza storica. Il raid a Metele – ha dichiarato l’esercito – è stata una «complessa operazione aerea e terrestre di precisione».

Washington ha giustificato l’intervento militare in Nigeria come parte di un tentativo di fermare gli attacchi contro i cristiani nel Paese da parte di gruppi islamisti. Persone di tutte le fedi sono state uccise in Nigeria durante una complessa e multiforme insurrezione contro il governo, e lo stesso governo nigeriano è multiconfessionale. Ma gli attivisti negli Stati Uniti hanno trascorso anni a lavorare per convincere la leadership americana a considerare la guerra come una campagna religiosa in difesa dei cristiani in particolare.

Due anni fa (il 25 dicembre 2025) gli Stati Uniti fecero il loro primo attacco aereo confermato in Nigeria, nello Stato di Sokoto, nel nord-ovest. Gli attacchi, disse il presidente Trump, erano stati diretti contro la «feccia terrorista dell’ISIS» che «stava uccidendo brutalmente, principalmente cristiani innocenti, a livelli mai visti da molti anni, e persino da secoli!». Due mesi dopo, le truppe statunitensi iniziarono ad arrivare in Nigeria per operazioni antiterrorismo.

In un’audizione davanti alla Commissione per le Relazioni Estere del Senato il 3 giugno scorso, il Segretario di Stato Marco Rubio ha affermato che l’amministrazione era «molto preoccupata per la violenza contro i cristiani» e che la cooperazione antiterrorismo con la Nigeria sarebbe continuata per contribuire ad affrontare questo problema.

L’AFRICOM è uno degli undici comandi unificati del Dipartimento della Guerra degli Stati Uniti. Ha il compito di supervisionare le operazioni militari, la cooperazione e le relazioni di sicurezza statunitensi in tutto il continente africano (ad eccezione dell’Egitto, che fa capo al Central Command) e nelle isole circostanti.

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