In Cina i figli costano
più che in Italia

In Cina, dal 1979 al 2015, è stata in vigore la politica del figlio unico. Una misura adottata per frenare la crescita demografica. Dal 2015 è stato possibile per ogni coppia avere due figli e dal 2021 tre. Risultato? Nessun aumento delle nascite. Pare che la gravidanza, il parto, l’assistenza post-parto, i costi scolastici etc. creino problemi ad avere più di un figlio. James Palmer su Foreign Policy annota: «La Cina è il secondo Paese più caro al mondo per crescere un figlio». Per curiosità riporto che al primo posto c’è la Corea del Sud e al terzo, indovinate un po’?, c’è l’Italia.
Il costo del parto negli ospedali pubblici cinesi dovrebbe essere basso e il governo si sta adoperando per renderlo gratuito. I genitori, però, sborsano mance e regali per avere un’assistenza adeguata durante il travaglio e il parto. Una prova della famelica bestia ospedaliera è data da circa il 45% di parti cesarei: costano di più e le mance debbono essere più generose.
Le spese maggiori arrivano quando i bimbi crescono e vanno a scuola: i costi dell’istruzione sono molto alti e il governo ha inutilmente vietato le ripetizioni private per le scuole primarie e secondarie. Oggi funziona un vasto mercato nero di costosissimi tutor.
Gravidanza e parto, inoltre, penalizzano le donne. In teoria, è previsto un congedo di maternità generoso e universale, ma molte donne non ne usufruiscono o non possono farlo. Anche le donne che lavorano in città e svolgono professioni qualificate corrono il rischio concreto di essere sostituite o messe da parte nella loro carriera dopo aver avuto figli.
Scrive Palmer: «La discriminazione di genere è illegale, ma le aziende pubblicano regolarmente annunci di lavoro riservati agli uomini o dichiarano di assumere solo donne sposate che hanno già figli».
Il sostegno generalmente dato dai nonni diventa difficile quando una giovane coppia va a vivere lontano dalla città d’origine, per cui avere i nonni che dormono sul divano in un monolocale può essere molto stressante, quando non controproducente, per tutti.
Alle giovani famiglie della classe media urbana viene consigliato di assumere un’infermiera a tempo pieno per il primo mese, il che è costoso e aggiunge un altro inquilino ai nonni.



