Kiev ignora Trump e bombarda
Il Consiglio Europeo applaude
Il presidente dell’Ucraina Vlodomyr Zelensky ha aperto la seconda giornata di lavori al Consiglio europeo a Bruxelles: «Sono felice di essere qui, sono davvero grato per l’enorme sostegno che riceviamo dal Consiglio dell’Ue, dalla Commissione e dai leader europei, veri leader, che sono stati al nostro fianco fin dall’inizio della guerra». Il governo ucraino, quindi, punta tutto sull’UE, dopo che gli USA avevano messo dei paletti. Nonostante le ripetute “esortazioni” della Casa Bianca a non colpire le infrastrutture energetiche di Mosca, gli ucraini hanno ripreso giovedì scorso a bombardare le raffinerie di petrolio russe.
Il presidente Trump è inferocito: «Con gli attacchi alle raffinerie, Zelensky aumenta i prezzi dell’energia, è uno scandalo. Non è una persona facile con cui avere che fare. Non sono un suo grande fan. Penso che sia più difficile avere che fare con lui che con Vladimir Putin».
Nella notte del 16 ottobre, secondo i canali di monitoraggio ExileNova+ e SuperNova+, è stato preso di mira il data center del colosso tecnologico russo Yandex, situato nell’oblast di Vladimir, a circa 500 chilometri dal confine ucraino. E c’è stato un ulteriore attacco alla raffineria di Ryazan, già colpita 24 ore prima. Tutti e quattro gli aeroporti di Mosca sono stati chiusi temporaneamente dopo i raid notturni. Rosaviatsiya, l’autorità per l’aviazione civile della Federazione Russa, ha sospeso il traffico negli scali di Vnukovo, Domodedovo, Zhukovsky e Sheremetyevo e al Pulkovo di San Pietroburgo, rimasto fermo fino alle nove di questa mattina. Più di 160 voli sono stati cancellati o hanno subito ritardi, una ventina trasferiti su altri aeroporti.
Ricordo che la scorsa domenica, Trump aveva dichiarato una tregua energetica tra Russia e Ucraina, chiedendo al contempo la rimozione di Zelensky, il quale ha replicato riprendendo gli attacchi e denunciando le presunte minacce da parte di funzionari militari statunitensi di non fornire informazioni di intelligence se l’Ucraina avesse continuato a colpire obiettivi energetici russi, le nuove restrizioni all’accesso dell’Ucraina al satellite Starlink (https://www.pastaepatate.eu/mantecato/trump-sospende-starlink-un-avvertimento-allucraina/), l’apparente smania della Casa Bianca di concludere accordi commerciali con Mosca e la ripetuta ammirazione di Trump per il presidente russo Vladimir Putin.
Gli alleati europei dell’Ucraina hanno appoggiato la decisione di Zelensky e la prima ministra estone Kristen Michal ha addirittura dichiarato: «Più velocemente verranno distrutte tutte le raffinerie russe e la capacità di vendere energia, meglio sarà, perché la Russia sta finanziando la guerra con questo».
Mi pongo una sola domanda: quali affari, quali contratti, quali regali Kiev ha promesso alle aziende francesi, tedesche, italiane etc. per avere la “solidarietà” europea? La risposta, secondo me, l’avremo quando partirà il gigantesco business della ricostruzione post-bellica.



