A Tavola

A Gaza Israele uccide
anche i giornalisti scomodi

In un attacco notturno con drone (domenica 10/VIII/2025) gli israeliani hanno colpito una tenda per giornalisti posizionata fuori dall’ingresso principale dell’ospedale al-Shifa a Gaza City uccidendo sette persone, tra cui i corrispondenti di “Al Jazeera” Anas al-Sharif e Mohammed Qreiqeh, insieme ai cameraman Ibrahim Zaher, Moamen Aliwa, Mohammed Noufal e il giornalista freelance Mohammed al-Khaldi. Reporter Senza Frontiere (RSF) ha dichiarato che altri tre giornalisti sono rimasti feriti.

Il Comitato per la protezione dei giornalisti chiede che vengano accertate le responsabilità, il National Press Club ha sollecitato un’inchiesta e la Freedom of the Press Foundation ha lanciato un appello affinché si intervenga per fermare ulteriori attacchi ai media.

Nel frattempo, anche L’Australia si è aggiunta alle nazioni che a settembre riconosceranno lo Stato palestinese alle Nazioni Unite. L’Italia, per la prima volta, ha preso posizione. Il ministro della Difesa Guido Crosetto, ha detto in un’intervista al quotidiano “La Stampa”: «Non siamo di fronte a una operazione militare con danni collaterali, ma alla pura negazione del diritto e dei valori fondanti della nostra civiltà. Oltre alla condanna bisogna ora trovare il modo per obbligare Netanyahu a ragionare».

La Casa Bianca ha dunque dato il placet? Trump ha deciso di scaricare Netanyahu? Intanto il premier di Tel Aviv in una conferenza stampa ha giocato con le lingue. Parlando ai media internazionali, in inglese, ha lanciato l’ennesima offensiva mediatica accusando Hamas di tutto quello che è successo e succederà. In ebraico, invece, Netanyahu ha assicurato che l’unico modo di liberare i prigionieri è l’occupazione totale della Striscia. L’opinione pubblica israeliana, le critiche di politici in coalizione con lui, i “forse” del capo dell’esercito hanno dato una grossa spinta all’opinione pubblica internazionale: il capitale ebraico accumulato in tanti anni di Olocausto si sta svalutando velocemente.

Ricordo, en passant, che l’aggressione di Israele a Gaza ha causato almeno 61.499 morti e 153.575 feriti. Hamas, nell’attacco del 7 ottobre 2023, aveva ucciso 1.139 persone e fatto più di 200 prigionieri. Forse ricordo male le cifre, ma la proporzione della vendetta di Tel Aviv fa sembrare Erode e la strage degli innocenti un incidente stradale.

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