Il Vaticano ricorda all’Onu: nessun’arma nello spazio
Al Quarto Comitato dell’80ª sessione dell’Assemblea generale ONU a New York, il punto 48 dell’ordine del giorno ha richiamato la cooperazione internazionale negli usi pacifici dello spazio extra-atmosferico. L’arcivescovo Gabriele Giordano Caccia, osservatore permanente della Santa Sede alle Nazioni Unite, ha avvertito: «Il rapido progresso tecnologico e la crescente competizione militare sottolineano l’urgente necessità di un rinnovato dialogo e di una rinnovata cooperazione per garantire che lo spazio extra-atmosferico rimanga un regno di pace e responsabilità condivisa».
Gli Stati devono rispettare i princìpi e gli obblighi sanciti dal Trattato, in particolare l’articolo IV che «vieta il posizionamento di armi nucleari o di altre armi di distruzione di massa in orbita, su corpi celesti o in qualsiasi altro luogo dello spazio extra-atmosferico».
Oggi – ha aggiunto il nunzio apostolico – «si presentano sfide crescenti che mettono sempre più sotto pressione l’attuale quadro giuridico che lo regola». L’estensione allo spazio delle rivalità geopolitiche ha accresciuto «il rischio di un regime frammentato e conteso che minerebbe lo spirito pacifico e cooperativo previsto nei principi fondanti del Trattato sullo spazio extra-atmosferico del 1967». Quest’ultimo — ha ribadito – ha stabilito che «l’esplorazione e l’uso dello spazio extra-atmosferico devono essere effettuati a beneficio di tutta l’umanità e per scopi pacifici».
Ovviamente, il prossimo conflitto mondiale si svolgerà proprio nello spazio e dallo spazio.



