A Tavola

E Israele va all’attacco
con la disinformazione online

Si chiama “Digital Iron Dome” ed è il nuovo livello di sofisticazione nella guerra dell’informazione o, per meglio dire, della disinformazia che Israele conduce online anche pagando influencer di tutto il mondo (https://www.pastaepatate.eu/mantecato/israele-paga-google-per-negare-la-fame-a-gaza/) . Commercializzata come “iniziativa di difesa civile”, la piattaforma (lp.digitalirondome.com) invita gli utenti di tutto il mondo a unirsi a un “esercito digitale” incaricato di “difendere Israele online”. In buona sostanza, “Digital Iron Dome” sfrutta i pregiudizi per mettere a tacere le voci palestinesi online

Gli utenti sono incoraggiati a registrarsi e ad accedere a post predefiniti, hashtag e contenuti visivi ottimizzati per la condivisione virale su X, Instagram e TikTok (https://www.pastaepatate.eu/bollente/7-000-dollari-per-ogni-post-che-difende-israele/). Il design della piattaforma rispecchia le moderne tecnologie di marketing, con script di tracciamento integrati e analisi che monitorano l’engagement in tempo reale.

Digital Iron Dome” trasforma il supporto online apparentemente spontaneo in un sistema di amplificazione dei contenuti, volto a plasmare la percezione globale di ciò che Israele ha fatto e sta facendo a Gaza e a contrastare le critiche attraverso il dominio algoritmico.

La piattaforma funziona più come una campagna pubblicitaria che come una redazione, unendo il branding della campagna e la richiesta di donazioni con affermazioni di rilevamento narrativo basate sull’intelligenza artificiale.

Sebbene le donazioni vengano sollecitate tramite PayPal, non esiste una chiara struttura legale, una registrazione di beneficenza o una rendicontazione finanziaria. Indagini indipendenti hanno dimostrato che le principali piattaforme, comprese quelle di proprietà di Meta, Facebook e Instagram, applicano doppi standard ai contenuti relativi alla Palestina.

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