Il British Museum cancella
la Palestina dalle esposizioni

“UK Lawyers for Israel”, un gruppo di pressione israeliano coinvolto in azioni anti-palestinesi e islamofobe negli ultimi anni, ha scritto in una lettera a Nicholas Cullinan, direttore del “British Museum”: «Applicare un unico nome, Palestina, retrospettivamente all’intera regione, nell’arco di migliaia di anni, cancella i cambiamenti storici e crea una falsa impressione di continuità».
Il museo, perciò, ha rimosso la parola “Palestina” da diverse esposizioni sull’antica Asia occidentale. Mappe e pannelli informativi nelle gallerie dedicate all’antico Egitto e ai Fenici avevano etichettato la costa orientale del Mediterraneo come Palestina, mentre alcuni popoli venivano descritti come “di discendenza palestinese”. Leggasi la orgogliosa corrispondenza di https://www.israelnationalnews.com/news/422436.
Sotto mira la parola “Palestina” in esposizioni che coprono il periodo compreso tra il 1700 e il 1500 a.C. circa. Una mostra descriveva il popolo Hyksos del Delta del Nilo come “di discendenza palestinese”. Tale dicitura è stata ora modificata in “di discendenza cananea”. In obbedienza alla favolistica biblica.
Va detto che da tempi immemorabili gli Hyksos erano identificati con la presenza in Egitto degli Ebrei. Nell’episodio di Giuseppe, il carro del primo ministro egiziano era tirato da un cavallo, un animale introdotto dagli Hyksos. Le popolazioni di quelle terre, infatti, si servivano di asini e muli.
La dominazione degli Hyksos sull’Egitto durò parecchio. Lo storico ed egittologo tedesco Jan Assman ha scritto che che il ricordo negativo da parte degli Egizi del periodo Hyksos potrebbe aver provocato una contromemoria da parte degli Ebrei nella quale sono viceversa gli invasori semiti a comparire come gli oppressi e gli Egizi in veste di oppressori.
Giuseppe, venduto dai fratelli come schiavo, fu viceré d’Egitto e questo dovrebbe far riflettere. Pare che il trucco di far sembrare aggressori gli aggrediti sia consolidata prassi e Israele la pratica ancora oggi.


