Il fronte del No
adesso vuole il governo

I numeri del referendum sulla giustizia dicono molto sulla popolazione italiana.
Gli aventi diritto al voto erano 51.423.312, dei quali è andata a votare poco più della metà e cioè 28.335.875. Gli italiani che hanno disertato sono più o meno quelli che disertano abitualmente e cioè 23.087.437. Nonostante la fortissima polarizzazione, tipo Roma vs Lazio, gli assenteisti abituali non si sono mossi.
Il Sì ha avuto 13.251.887 voti e il No 15.083.988 (mentre scrivo manca la sezione 127 di Sassari). Il fronte del No, guidato da PD e Cinquestelle, ha subito chiesto le elezioni anticipate per monetizzare il consenso ottenuto.
Anche se non si fa, faccio un parallelo con le politiche del 2022.
Il Centrodestra (FdI, Lega, Forza Italia, Noi Moderati) ottenne 12.305.014 voti, mentre le sinistre (PD etc.) raccolsero 7.340.096 voti, i Cinquestelle 4.335.494, Azione – Italia Viva 2.186.505 e altri a seguire.
Sommando i voti del PD, Cinquestelle e altri compagni si arriva a quota 16 milioni di voti circa, che sono stati più o meno confermati dai No (15.083.988).
I voti del centrodestra delle politiche (12.305.014) sono stati superati dai Sì (13.251.887). Quindi? Da dove viene tutto il trionfalismo delle opposizioni al governo Meloni?
Dal fatto che raggruppando tutti, ma proprio tutti come fece l’astuto Prodi che organizzò un’ammucchiata con Mastella, Ciampi, Andreatta, Veltroni e compagnia cantando, la vittoria sarebbe certa.
Può darsi. La politica, diceva qualcuno, è l’arte del possibile.
Non vale la pena ricordare qui la fine che toccò al governo Prodi, squassato da feroci lotte intestine, ma non è azzardato prevedere che quand’anche il fronte del No si tramutasse in una coalizione vincente alle politiche del prossimo anno, la vittoria morirebbe subito avvelenata (e nemmeno il Quirinale riuscirebbe a produrre un antidoto).
Per quanto riguarda il numero dei voti, fra assenteisti, schede nulle e bianche nel 2022 il non-voto contò 17.923.760 italiani su 46.021.956 aventi diritto. Stavolta c’è stata un’infornata di giovani ed è noto che questi virgulti generati dai social sanno alla perfezione ciò che fanno. Basta seguirli sulle varie piattaforme per notare le profonde articolazioni del loro pensiero, la ferrea logica delle argomentazioni e la grande cultura che sfoggiano.
Una parola la dico anche sulla faccenda che, secondo il fronte del No, a favore del Sì erano i fascisti, i ladri e i mafiosi. Il voto ha confermato che le regioni in mano alla mafia, alla delinquenza ed ai fascisti sono la Lombardia, il Veneto e il Friuli-Venezia Giulia. Finalmente la finiamo con questo Sud mafioso e criminale. Stavolta niente voto di scambio, niente brogli e imbrogli: Sicilia e Calabria escono dal voto referendario radiosi di novella verginità.



