Il Golfo deluso dagli USA
ora guarda alla Cina

L’incapacità degli Stati Uniti di raggiungere in Iran i loro obiettivi di guerra iniziali ha messo in luce i limiti del loro potere nella regione. Per gli Stati del Golfo, l’aggressione israelo-americana all’Iran è stata una sorta di momento della verità: Washington non ha ottenuto la rapida vittoria che aveva pronosticato Tel Aviv ed è tuttora in trappola a Hormuz. I danni all’economia cinese derivanti dalla chiusura dello Stretto di Hormuz sono stati meno pronunciati del previsto. Decenni di diversificazione mirata e ingenti riserve strategiche, l’accesso privilegiato al petrolio russo, il ruolo ancora sostanziale del carbone nel mix energetico e la rapida crescita delle energie rinnovabili hanno attutito efficacemente il colpo.
«I leader del Golfo – scrive da Hong Kong l’economista spagnola Alicia Garcia Herrero – che un tempo consideravano Washington il garante ultimo, ora vedono una superpotenza invischiata in un proprio errore di valutazione strategica. Al contrario, l’approccio transazionale di Pechino appare allettantemente equilibrato. Se la Cina diventasse il fornitore di contratti di ricostruzione in Iran e di nuovi accordi infrastrutturali nel Golfo, potrebbe offrire stabilità economica senza la minaccia di nuove guerre».
L’Europa dovrebbe prestare molta attenzione alle dinamiche geopolitiche in Medio Oriente, non solo per le sue conseguenze economiche negative, ma anche perché rivelano una realtà dolorosa: il declino della rilevanza europea.
«Per troppo tempo – scrive Garcia Herrero sul Brussels European and Global Economic Laboratory – le capitali europee hanno inviato segnali contraddittori verso il Medio Oriente, alienandosi i partner del Golfo con sanzioni poco convinte e un istinto a seguire le avventure militari statunitensi».
In buona sostanza, i fondi sovrani del Golfo e le ambizioni nel campo dell’intelligenza artificiale scelgono la tecnologia statunitense e i capitali cinesi e non guardano più agli accordi verdi o alle iniziative diplomatiche europee.
L’aggressione all’Iran ha sottolineato i limiti degli USA e l’assenza dell’Europa.



