Il Papa dice no a Trump:
per Gaza intervenga l’ONU
La Santa Sede non entrerà nel “Board of Peace” creato ad hoc dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump per Gaza. Il cardinale segretario di Stato vaticano, Pietro Parolin, ha spiegato: «Una preoccupazione è che a livello internazionale sia soprattutto l’Onu che gestisca queste situazioni di crisi. Questo è uno dei punti su cui abbiamo insistito».
Alle domande dei giornalisti sul fatto che l’Italia parteciperà come osservatore al “Board of Peace“, Parolin ha fatto notare che «ci sono punti che lasciano un po’ perplessi. Ci sono alcuni punti critici che avrebbero bisogno di trovare delle spiegazioni. La cosa importante è che si stia tentando di dare una risposta. Però, per noi ci sono alcune criticità che dovrebbero essere risolte».
Secondo i dettagli della proposta (quelli resi pubblici, ovviamente) l’adesione all’organizzazione internazionale “Consiglio per la pace” durerebbe tre anni, con una disposizione aggiuntiva che garantisce ai Paesi aderenti l’adesione permanente versando un miliardo di dollari. Alla presidenza c’è Trump ed è questo che ha impedito all’Italia di aderire in quanto l’art. 11 della Costituzione consente di agire soltanto «in condizioni di parità con gli altri Stati». E’ un articolo rispettato all’apparenza, ma questa volta è troppo visibile l’imparità con gli Stati Uniti.
Israele ha subito richiesto di partecipare. Le domande di ammissione sono arrivate anche da: Arabia Saudita, Turchia, Qatar, Emirati Arabi Uniti, Egitto, Ungheria, Indonesia, Giordania, Kuwait, Pakistan, Marocco, Uzbekistan, Vietnam, Bielorussia, Bulgaria, Kazakistan, Armenia, Azerbaigian, Kosovo, Monaco, Paraguay, Argentina e Albania.
L’assenza di una rappresentanza palestinese nel Consiglio significa che il futuro di Gaza sarà discusso, come vuole Israele, senza il coinvolgimento diretto dei Palestinesi.
Le “preoccupazioni” della Santa Sede sono condivise anche da diplomatici e analisti perché l’iniziativa rischia di indebolire le Nazioni Unite, creando di fatto un meccanismo parallelo a un’istituzione che già detiene legittimità internazionale nella risoluzione dei conflitti.
La Santa Sede, osservatore permanente alle Nazioni Unite, ha sempre fatto affidamento sui canali diplomatici piuttosto che sulla partecipazione a organi di governo che potrebbero compromettere il suo ruolo neutrale.



