Le catene di approvvigionamento
non passano più per Hormuz
L’aggressione israelo-americana all’Iran ha interrotto circa un quinto delle forniture mondiali di petrolio e gas naturale, con ripercussioni a catena su tutto, dai fertilizzanti all’elio (componente chiave dei semiconduttori). L’interruzione nelle catene di approvvigionamento (supply chain) minaccia, se prolungata, di paralizzare l’economia globale. La supply chain è l’insieme integrato dei processi e delle attività che influiscono per la produzione e la distruzione di beni e servizi, dal fornitore al consumatore finale. Questo sistema complesso include la gestione del flusso di materiali, informazioni e denaro, garantendo che i prodotti arrivino infine al cliente finale nel modo più efficiente possibile.
Ancor prima dell’attuale conflitto in Medio Oriente, c’era già stato un intervento cinese sulle catene di approvvigionamento. Il breve rallentamento delle esportazioni di magneti da parte di Pechino in autunno, in risposta alle misure di controllo delle esportazioni statunitensi, ha quasi messo in ginocchio la base manifatturiera avanzata dell’Occidente. Le principali economie mondiali sono ora impegnate in una corsa contro il tempo per sviluppare fonti alternative di questi magneti. Tuttavia, questo richiederà decenni di lavoro.
Gli sforzi di diversificazione presuppongono, inoltre, che le aziende abbiano una buona conoscenza delle proprie catene di approvvigionamento. Nel settore delle terre rare, dei semiconduttori e dei prodotti farmaceutici, i responsabili politici hanno una discreta percezione del fatto che queste forniture siano pericolosamente concentrate.
Nel caso del conflitto attuale, i pianificatori militari statunitensi erano ben consapevoli che lo Stretto di Hormuz rappresentava un punto di strozzatura cruciale per la catena di approvvigionamento e che l’Iran sarebbe stato propenso a sfruttarlo a proprio vantaggio. E quindi? Non se n’erano preoccupati più di tanto perché sicuri di mettere al tappeto l’Iran industriale mediante bombardamenti improvvisi e devastanti e di decapitare l’Iran politico assassinando i vertici religiosi, istituzionali e militari. La resistenza iraniana ha fatto saltare tutti i piani spezzando le catene di approvvigionamento.



