L’India vuole controllare
lo Stretto di Malacca
Il governo indiano ha varato un progetto da 11 miliardi di dollari per trasformare l’isola di Great Nicobar in un avamposto strategico nell’Oceano Indiano. Tecnicamente il punto più meridionale dell’India è l’arcipelago delle Nicobare, ma in realtà le coste di Thailandia, Malesia e Indonesia sono più vicine della terraferma indiana. Il progetto di New Delhi include la costruzione di un porto di trasbordo, di un aeroporto civile-militare, di una centrale elettrica, di infrastrutture turistiche con un insediamento per 350.000 persone (attualmente circa diecimila).
Il blocco dello Stretto di Hormuz ha fatto comprendere l’importanza di una posizione strategica in grado di servire a scopi militari ed economici su una via navigabile strategica, e Great Nicobar si trova all’imboccatura dello Stretto di Malacca, attraverso il quale transita un terzo del commercio globale e del petrolio trasportato via mare. Il Canale di Phillip vicino Singapore è il punto più stretto (largo 2,8 km) ed è il principale specchio d’acqua che collega il Medio Oriente al Sud-est asiatico.
Sebbene il commercio mondiale dipenda da questo Stretto, esso è particolarmente cruciale per la Cina, che si affida a questa rotta per l’80% delle sue importazioni di petrolio greggio e per due terzi del suo commercio. La sua conformazione geografica rende l’isola di Great Nicobar una sentinella potenzialmente preziosa per l’India, a guardia dello Stretto di Malacca.
«La natura del panorama geopolitico in rapida evoluzione sta diventando sempre più complessa – ha detto Harsh Pant, vicepresidente dell’Observer Research Foundation, un think tank con sede a Nuova Delhi – ed è naturale che l’India riconsideri la propria geografia per trovare modi per sfruttare i propri vantaggi strategici».
In caso di un futuro conflitto con la Cina, l’India potrebbe sfruttare la posizione geografica di Great Nicobar per tentare di bloccare lo Stretto di Malacca.
Debbo ricordare che lo Stretto di Malacca non appartiene ad un singolo Stato ma è gestito di comune accordo da Indonesia, Malesia e Singapore.



