L’influenza politica dei miliardari
e i regimi fiscali nella UE

L’influenza politica dei miliardari del settore tecnologico può essere in contrasto con una società democratica: l’enorme ricchezza conferisce loro una portata globale. Negli USA, per esempio, l’amministrazione Trump sta offrendo più potere a chi ha i soldi per pagarlo. La domanda per noi è: i miliardari americani del settore tecnologico sono avversari o modelli da seguire per l’Europa? Sta di fatto che le aziende che li hanno arricchiti sono profondamente radicate nell’economia dell’Unione Europea come fornitori, datori di lavoro, clienti e investitori.
«Sembra assurdo – scrive l’analista Rebecca Christie per BRUEGEL – che un singolo individuo abbia bisogno di tanta ricchezza quanta ne hanno accumulata alcuni magnati. Eppure, il dinamismo economico che ha alimentato la loro ascesa porta indubbi vantaggi. Ora i responsabili politici devono capire come attrarli, tassarli e regolamentarli».
La verità è che l’Unione Europea ha grande bisogno dell’innovazione, della produttività e delle abitudini di investimento praticate dai giganti tecnologici statunitensi, compresi i loro dirigenti di alto livello, ricchi e talvolta politicamente attivi. Gli investimenti lungimiranti saranno essenziali affinché l’UE possa raggiungere la crescita di cui ha bisogno.
Il think tank Brussels European and Global Economic Laboratory lancia una serie di interrogativi: visto che l’Europa ha bisogno di investimenti, ha senso penalizzare gli stranieri con grandi disponibilità finanziarie? l’UE dovrebbe favorire la nascita di un maggior numero di miliardari nel settore tecnologico al suo interno? può esercitare una maggiore influenza sui più ricchi del mondo grazie alla forza del suo mercato unico e agli elevati standard di vita? come può l’UE incoraggiare un’economia più dinamica, contrastando al contempo la disuguaglianza, l’ingiustizia sociale e l’indebita influenza della concentrazione di capitali privati?
Una adeguata politica fiscale diventa essenziale. Uno studio della Commissione europea dell’aprile scorso sulla tassazione patrimoniale ha rilevato che i Paesi hanno finora faticato a decidere se e come tassare i patrimoni degli individui con un elevato patrimonio netto, oltre alle imposte più tradizionali su redditi, profitti e immobili.



